Cavani: «Se resto? Il calcio è un affare. Non dipende solo da me»

Dice di “aver ritrovato il sorriso insieme col gol”. Ma rischia di farlo perdere ai tifosi napoletani. Edinson Cavani, dal ritiro dell’Uruguay dove è impegnato nelle partite di qualificazione ai Mondiali, torna a parlare del suo futuro. E pur sottolineando l’amore che lo lega a Napoli, non esclude di poter andar via. “Se penso di rimanere nel Napoli? Il calcio è un affare. A Napoli sto bene e la gente mi dimostra molto affetto, però non si sa mai dove ti può portare il nostro sport. E poi sono decisioni che dipendono anche dai presidenti”. Intervistato dai ‘media’ del suo paese nel ritiro dell’Uruguay, Cavani parla del suo momento, del ‘digiunò di gol interrotto da poco e del futuro, che potrebbe essere lontano da Napoli anche se nel suo contratto c’è una clausola rescissoria di 63 milioni di euro). Cavani, secondo quanto riporta il giornale uruguayano ‘El Observador’, sia nell’edizione in edicola che su quella online, si dice anche “molto orgoglioso di ciò che ha detto Maradona”. L’ex Pibe de Oro, durante il suo recente soggiorno a Napoli, aveva rivelato di stimare molto l’attuale idolo dei tifosi partenopei, e che gli sarebbe piaciuto giocare con lui. “Mi inorgoglisce pensare che Maradona – dice Cavani -, ovvero un fuoriclasse storico in tutto il mondo, e specialmente a Napoli, abbia detto questo di me. Tutti sanno cosa è stato Diego nel calcio, ed è chiaro che anche a me sarebbe piaciuto molto giocare con lui”.

IL SORRISO – Come è stato il periodo senza segnare? Cosa passava per la sua testa? “Sinceramente ero tranquillo – ha risposto Cavani -, per il fatto che sapevo che è un momento che tocca a tutti gli attaccanti. Stavo segnando tanto, poi a un certo punto mi sono fermato, però può capitare. Ciò che mi preoccupava e mi rendeva triste era che la squadra non faceva punti. Ma adesso che abbiamo ricominciato a vincere è tornato il sorriso, in tutti noi. Ma non perchè Cavani ha ricominciato a fare gol ma perchè la squadra ha ottenuto ciò che era importante”. Intanto con la nazionale è partito dalla panchina nella sfida contro il Paraguay: ci è rimasto male? “Uno vorrebbe giocare sempre – ha spiegato Cavani -, però come non ho mai chiesto spiegazioni al Maestro (il ct Tabarez ndr) o ad altri tecnici quando mi hanno schierato titolare, allo stesso modo non l’ho fatto adesso che mi hanno fatto partire dalla panchina. Se il tecnico (sempre Tabarez ndr) decide di giocare non più con tre punte ma con due, io lo rispetto. L’importante è rimanere concentrati sull’obiettivo di classificarci e di dare un contributo da dove ti trovi a stare, quindi in questo caso partendo dalla panchina. E comunque ero certo che i miei compagni avrebbero dato il massimo. L’Uruguay non vince da cinque partite? Anche questi sono momenti, pur se complicati. Dopo la Coppa America abbiamo avuto una caduta di rendimento, ora si tratta di resistere e, con molto lavoro, cercare di venire fuori da questa situazione”.

Fonte: CorrieredelloSport.it (noi lo abbiamo ripreso da areanapoli.it)

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