Lucarelli: “Non vengo qui per svernare”

Il sorriso è di quelli disarmanti così come le risposte che sono da leader, da calciatore navigato. Cristiano Lucarelli non promette gol, ma di certo impegno. E’ venuto qui per giocare da titolare e mettere in difficoltà il suo amico Mazzarri: " “Una piazza come Napoli meritava tanta attesa. Avrei declinato qualsiasi altra squadra dopo dieci giorni, sono contento che il matrimonio sia stato celebrato. La presenza di Mazzarri ha influito nella mia scelta, la possibilità di lavorare con un allenatore come lui è stimolante. A lui piace vincere le partite e non guarda in faccia a nessuno. C’è il vantaggio che ci conosciamo, a prescindere da quale sarà il mio ruolo in questo gruppo. Le sensazioni sono ottime, è un ambiente che trasmette qualcosa in più. Appena mi ha visto, ha detto che mi ha visto abbastanza bene dal punto di vista fisico. Lo conoscevo da avversario, questi tifosi faranno tirare fuori qualcosa in più. Mi auguro e sono convinto di essere utile al Napoli. Non so quanto giocherò e quanti gol segnerò, ma sono sicuro che darò il mio contributo alla causa. Mi metterò a disposizione. Credo di essere il più vecchio e bisogna guardare anche alla gestione del gruppo. Ho voluto provare sensazioni diverse che da altre parti non ho trovato. Ho avuto tanti compagni che mi hanno raccontato cosa succede a Napoli. Me l’ha detto anche Protti. Nella mia vita ho fatto sempre le scelte al contrario, ho deciso per un finale di carriera ‘agitato’, nel senso buono. Le cose scontate non mi piacciono. Mentalmente io vengo per fare il titolare, poi accetterò serenamente le sue scelte. Non sono qui a svernare, chi pensa questo, non mi conosce. Mi rimetto in discussione. Dico la verità, se non avessi parlato con il presidente De Laurentiis, non sarei venuto, altrimenti sarebbe stata una possibilità sfumata. Le palle gol? L’altra sera ne ho viste tante, a me non ne sono mai arrivate così tante. Mi piacerebbe superare Vialli: io sono a 119, lui a 123. Ci sono le condizioni per fare bene. Le caratteristiche dei miei compagni si sposano con le mie. Questa piazza ha sempre avuto attaccanti a fine carriera che si sono ritagliati questo ruolo. Penso ad Altafini e al Pampa Sosa. Per me sarà facile poterlo interpretare. I margini di miglioramento ci sono, ma questo gruppo ha già fatto bene. Per fare di più, bisogna puntare al quinto posto o addirittura al quarto. Non voglio essere ruffiano dicendo che è una scelta di cuore, sono venuto qui perché mi sento un po’ napoletano nel modo di essere. Sono passionale, un po’ rissoso, le mie caratteristiche si sposano bene con questa città. Livorno è soprannominata la Napoli del Nord. Mi auguro di intraprendere un percorso che non so quanto durerà perché non sono più un giovanotto. Il mio carattere? Fino alla firma con il Napoli, pensavo mi avesse frenato la carriera, ma in realtà non è così. La coerenza ha pagato, non avrei mai sognato di chiudere così bene la mia carriera. C’era stato un sondaggio ai tempi della C1. Questo è un attacco molto forte, ci sono molte varianti tattiche, il mio arrivo ne dà un’altra. Ogni giocatore può risolvere la partita da un momento all’altro. Il numero 99? E’ la data di nascita di mio figlio, ero indeciso con il 19 che è quella di mia figlia che mi rinfaccia di non pensarla mai, poi penso anche alla scaramanzia. La famiglia mi seguirà in questa avventura. Non è vero che mia moglie non volesse venire qui”.

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