In crociera il 22 del Pocho fa saltare la roulette

Giovedì 19 agosto. L’ambientazione è il casinò di una nave da crociera. E’ passata da poco la mezzanotte. Terminati gli spettacoli serali, gli ospiti si riversano nella sala da giochi interna. Siamo in navigazione in acque spagnole. I cellulari non prendono e la tv non dà alcuna notizia del preliminare di Coppa Uefa. L’unico canale italiano visibile sulla tv satellitare è Rai 1 ma al Tg delle 23:30 di Napoli e Juve non c’è traccia.
Che fare? Rassegnarsi e sperare in ESPN oppure andare a dormire ed attendere di raggiungere la terraferma per poter chiamare qualcuno all’indomani o augurarsi che Minzolini ci faccia la grazia di dare la notizia nel Tg delle 8. Prima di andare a dormire, non resta che giocarsi qualche ultimo colpo alla roulette. Al tavolo, tra vacanzieri stranieri, si distingue un folto gruppo di napoletani. Ad un tratto, dalla fine della sala si vede accorrere un giovane, con in mano un telefono satellitare. Un oggetto del quale disconoscevo l’esistenza e la diversità dai tanto acclamati smartphone dei quali eravamo tutti muniti.
Ad un popolo in fermento, dà la notizia: il Napoli ha vinto 1-0. La domanda di rito è: e chi ha segnato? Al solo pronunciamento del nome Lavezzi, in modo istintivo almeno dieci mani ed un ammontare di dollari in fiches multicolore si depositano sul numero 7. La pallina ha appena iniziato il suo giro ed il croupier panamense, attonito, si appresta a pronunciare il fatidico rien ne va plus. La roulette è quella americana e la disposizione dei numeri è differente da quella tradizionale francese. La pallina gira e lentamente sta per terminare la sua corsa. Siamo allo show down. Dal bordo comincia a calare. Ultimo giro. Dall’andatura è chiaro che si fermerà nella metà parte giusta. Iniziano già le previsioni su come investire la vincita. Il 70% dichiara di voler acquistare l’abbonamento. Passato lo 0, comincia la discesa. Sfiorato il 9, la pallina si avvicina al 7 ma arrivata sul bordo la pallina schizza. Ultimo saltello. Sfiorato il bordo del 17 (il numero fino ad allora più gettonato dai napoletani nelle loro giocate), la pallina termina la sua corsa sul numero 22. “Twenty-two, black”. Annuncia il croupier. Ad un fortunato turista israeliano che aveva puntato 10 dollari il premio di 350 dollari. In un attimo gli sguardi di tutti presenti si incrociano ed in automatico scatta un inquietante interrogativo: ma qual è il nuovo numero di maglia di Lavezzi? Si apre una discussione. 19 (o meglio 1+9). No, 21. A qualcuno sorge il dubbio che sia il 22. A risolvere l’enigma, ci pensa il telefono satellitare. Il proprietario non si pone il problema di chiamare nel pieno della notte il papà a Torre (resta indefinito se del Greco o Annunziata) che starà dormendo. “Ma no lo farai preoccupare”, con timidezza gli chiedo. Alla domanda, non c’è risposta. La chiamata è già partita, e la risposta non tarda ad arrivare. E’ proprio il 22. Non riporto gli impropri contro Cavani e la maglia numero 7 volati in quella sala. E’ la forza dei numeri, si sa. E se qualcuno avesse dato ascolto all’invito del direttore affinché il Pocho non lasciasse la maglia numero 7,oggi il Napoli avrebbe almeno dieci abbonati in più.
Michele Affinito

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