“I tifosi capiranno” e se fossi tu a non capire?

Finalmente, si gioca. Il campionato riprende e possiamo metterci alle spalle le recenti polemiche e le amarezze legate alle vicende di mercato. E soprattutto, ancora due giorni ed anche il calciomercato chiuderà i battenti, ponendo fine a questo estenuante balletto di nomi, indiscrezioni e falsi scoop. In principio fu Fred, e da allora un elenco di oltre 150 nomi (chiedo conforto a Gianluca Marino, poiché e scomparsa la numerazione progressiva sul sito) è stato affiancato al Napoli. Di questi due sono arrivati, Cavani (l’unico che non era nella lista) e Lucarelli. Forse diventeranno quattro (Yebda e Sosa) e non sappiamo alla fine se gli unici che aspettavamo, un centrocampista centrale ed un difensore di qualità, saranno dei nostri. In ogni modo, speriamo che queste quarantotto ore passeranno in fretta.
Su Quagliarella è stato detto tutto. Replicare alcune osservazioni diventa superfluo. Personalmente, non ho compreso l’amarezza e lo stupore di tanti. Lo scrivevamo da tempo. Era una decisione ampiamente prevedibile e razionale, in un contesto tattico dove appariva chiaro anche ad un bambino che Hamsik non avrebbe mai fatto il centrale ed uno dei tre era di troppo (ovviamente, non includo Cavani). Penso che molti dei commenti siano stati dettati dalla pancia e dall’enfasi del momento. Tuttavia, a bocce ferme sarà facile riflettere sul fatto che è andato via un buon giocatore, ma non un campione, che non si è comportato né da mercenario né da traditore (io non mi sento affatto tradito, non basta un anno per diventare una bandiera). Piuttosto, credo che in tanti dovranno domandarsi sul perché questo ragazzo, nonostante i gol e le buone (ma altalenanti) prestazioni, non regga più di un anno nella stessa società (Sampdoria, Udinese, Napoli e Juve solo negli ultimi quattro anni).
Un’unica divagazione polemica me la concedo dopo aver letto le dichiarazioni di Quagliarella ieri a Torino. Faccio finta di non aver ascoltato quelle sul progetto Juve, sui treni ed i sogni, ormai copioni scritti recitati male da un figurante di terza classe, ma su quella frase: “I tifosi capiranno”. Caro Fabio, sinceramente, è uno sforzo che ci risparmiamo volentieri. E stai tranquillo, non abbiamo bisogni di ulteriori spiegazioni. O almeno, a noi non ne devi. Piuttosto, forse è opportuno che tu prova a far capire a te stesso le ragioni di questa scelta, considerato che di soldi in più ne vedi pochi e saperti affascinato dal nuovo progetto bianconero è poco credibile, visto che sei stato una seconda scelta (forse terza, quarta…) dopo numerosi rifiuti incassati da Marotta, con l’acqua alla gola perché rimasto senza attaccanti. Piuttosto, la Juve era forse l’unica possibilità, a parte i russi, considerando che le voci sull’Inter e sul Real erano frutto della fantasia di giornalisti bizzarri (e pensare che Moratti, falliti i colpi Cavani e Kuyt, pensa a Sculli…)
In chiusura, due parole su Mazzarri. Adesso, l’allenatore non ha più alibi. Messa in atto una scientifica opera di epurazione di tutti gli acquisti della gestione Marino-Donadoni, adesso l’allenatore deve dimostrare il suo valore. Non esistono più giustificazioni e recriminazioni per una squadra che lui non aveva contribuito a costruire. Il Napoli quest’anno ha il dovere di migliorare quanto fatto la scorsa stagione.
Per buttarla in politica, commentando lo strappo tra Fini e Berlusconi, un imperdibile Andrea Mercenaro su Il Foglio del 30 luglio, sentenziava: “Siamo davvero a una triste svolta. Ma è stuzzicante l’idea che Fini cominci a fare il frocio col culo suo”. Ebbene, me ne scusino i lettori ed il direttore per la citazione, ma il ragionamento vale per intero per il livornese. Parafrasando Mercenaro, è giunto il momento che Mazzarri cominci ad assumersi le sue responsabilità.
Buon campionato a tutti.
<strong>Michele Affinito</strong>

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