Cavani-Lavezzi, l’abbraccio che apre un’era

“Un bellissimo spreco di tempo, un’impresa impossibile, l’invenzione di un sogno, una vita in un giorno…” (Baciami ancora – Jovanotti)
Fiorentina-Napoli è agli sgoccioli, gli azzurri difendono un pareggio prezioso e sofferto, conquistato con la solita partita a due facce, prima belli e vogliosi, poi timorosi e rinunciatari, proprio come l’anno scorso. In panchina c’è un Mazzarri sudato e incazzato, in tribuna e davanti alle tv i tifosi soddisfatti di aver portato a casa la pelle nella tana viola, anche perché si era goduto, e tanto, nel pomeriggio, quando Quaglierella s’era mangiato un gol davanti alla porta consegnando la Juve alla sua prima sconfitta stagionale. Siamo in pieno recupero quando accade qualcosa. Cavani è fuori da qualche minuto, Lavezzi è appena uscito, s’è steso davanti alla panchina, sull’erba, Edison lo vede, si allunga verso di lui, gli stringe la mano e lo bacia sulla guancia. I due sorridono, è il bacio del rispetto, dell’umiltà, dell’amicizia, forse. E’ l’immagine del nuovo Napoli post-Quaglierella, finalmente libero da equivoci tattici e da gelosie personali. Lì davanti qualcuno si ama, i musi lunghi e le lingue biforcute sono lontane. E a noi piace così.
“Baciami ancora, baciami ancora, tutto il resto è un rumore lontano…”.

Luca Maurelli

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