Genova per noi è la partita della rinascita. Napoli stoico, gladiatorio (come il suo bistrattato allenatore)
Vince 3-2 col Genoa dopo aver regalato due gol con Buongiorno (in crisi irreversibile), McTominay infortunato e Juan Jesus espulso. Ma il Napoli di Conte non si arrende mai e passa con un rigore al minuto 95.

Db Genova 07/02/2026 - campionato di calcio serie A / Genoa-Napoli / foto Daniele Buffa/Image Sport nella foto: esultanza gol Scott McTominay
Genova per noi è la partita della rinascita. Napoli stoico, gladiatorio (come il suo bistrattato allenatore)
Premessa. Dopo una partita del genere, non può esserci una cronaca serena. È stata un partita incredibile. Il Napoli ha vinto un match gladiatorio (ecco il primo segnale della minore serenità). Ha vinto 3-2 a Genova. In dieci uomini per un quarto d’ora e dopo aver regalato due gol al Genoa: uno con un rigore al primo minuto e un altro sull’1-2. Entrambi gentili omaggi di Buongiorno calciatore oltre la crisi di identità. Ma il Napoli non ha mai smarrito la voglia di vincere. Mai. Né sull’1-0 sotto per un rigore regalato dopo venti secondi. Né sul 2-2 dopo aver regalato il pareggio a Colombo. E nemmeno, sempre sul 2-2, quando è rimasto in dieci uomini. Ha conquistato il rigore decisivo con Vergara fin lì negativo. Massa prima non lo ha concesso (il rigore) poi il Var lo ha richiamato. È il minuto 95. Hojlund dal dischetto. Tira male ma il portiere genoano Bijow, per dirla alla de Gregori, l’ha fatta passare. Il dio del calcio ha deciso così ed è giusto. Il Napoli è una squadra vera. Ha il carattere del suo allenatore. È una vittoria da stoici. Che può determinare un cambio di passo, sempre che le condizioni di McTominay non siano così gravi. Il Napoli è lo specchio di Conte allenatore incredibilmente bistrattato persino in città. Comprendiamo fuori, la stampa del Nord che tifa per un Napoli senza Conte. Ma l’autolesionismo napoletano ha dell’incredibile. Purtroppo siamo abituati a convivere con i nostri concittadini.
Genoa-Napoli è una partita incredibile. Per certi versi la fotografia della stagione dei campioni d’Italia. Senza Di Lorenzo, il Napoli perde anche McTominay che prova stoicamente a resistere ma a fine primo tempo deve arrendersi. Non solo, ma la squadra di Conte regala due gol. Entrambi con Buongiorno difensore che possiamo definire in crisi irreversibile (Almodovar girerebbe un film su di lui). Regala un calcio di rigore dopo venti secondi con un improvvido retropassaggio di testa a Meret che si ritrova a sgambettare Vitinha. Il Napoli quindi comincia la partita in salita. Dopo tre minuti. Malinovskyi trasforma. Ma il Napoli riparte come se nulla fosse. Ribalta la partita con Hojlund e McTominay. Non ha fatto però i conti con Buongiorno che, non contento, regala anche il pareggio alla squadra di De Rossi. A centrocampo perde una pallone banale e manda in porta Colombo che pareggia. Non finisce qui. Al minuto 76, Juan Jesus si becca il secondo giallo e lascia la squadra in dieci uomini. Il tutto sotto il nubifragio che si abbatte su Genova. Prima del rigore decisivo.
Una partita difficile da commentare. Il Napoli non la gioca affatto male nel primo tempo. La squadra di Conte reagisce con intensità e ordine allo svantaggio. McTominay e Lobotka trascinano i compagni. Hojlund gioca benissimo di sponda e in profondità. Vergara conosce la sua prima giornata negativa, o comunque complessa. Almeno fino al rigore conquistato. È fisiologico. Soffre la fisicità del Genoa, soprattutto di Marcandalli. E non incide praticamente mai. McTominay invece è il solito gladiatore. In due minuti guida il Napoli a segnare due gol. È lui a sferrare il tiro (ottimo passaggio di Elmas) sulla cui respinta Hojlund mette in rete. Lo scozzese soffre alla caviglia ma non vuole uscire. Utilizza da solo la bomboletta spray e pochi secondo con un destro da fuori area porta il Napoli avanti. Un calciatore monumentale. Con la sua uscita, il Napoli perde il 50% della sua forza e della sua convinzione.
Poi, nella ripresa, prima il suicidio calcistico di Buongiorno e poi l’espulsione di Juan Jesus. E alla fine il lampo di Vergara. Il rigore e la vittoria. Da ricordare che Conte non sostituisce Vergara, lo tiene in campo fino alla fine. Rimanda in panchina Giovane che era entrato a inizio ripresa al posto di McTominay. E Vergara cambia la partita.










