Pagelle – Buongiorno male, Hojlund pure. Ma il Napoli sta morendo di quell’inutile giro palla
Copenaghen-Napoli 1-1. Gutierrez è stato l’uomo in meno degli azzurri, la ciorta di Milinkovic sul rigore. Meno male che c'è McTominay McDomini

SSC Napoli's Rasmus Hoejlund reacts during the UEFA Champions League, league phase day 7, football match between FC Copenhaben and SSC Napoli in Copenhagen on January 20, 2026. (Photo by Liselotte Sabroe / Ritzau Scanpix / AFP) / Denmark OUT
Le pagelle di Copenaghen-Napoli 1-1, a cura di Fabrizio d’Esposito.
MILINKOVIC-SAVIC. La ciorta non gira come la pelota quasi sempre azzurra (66 per cento di possesso palla) e così finisce che Zio Vanja ribatte il rigore danese proprio tra i piedi dello sciagurato Larsson. Anche da questi dettagli ci si accorge che forse questa non sarà una stagione vincente, Supercoppetta a parte. Per il resto il portierone serbo blocca una conclusione molto ravvicinata di Madsen – 6
DI LORENZO. Un ottimo incipit nell’offesa epperò poi partecipa in maniera stanca e ripetitiva all’eterno giro palla del Napule. Senza mai essere decisivo – 5,5
BUONGIORNO. Alla fine tutta la sua partita si riassume, ahinoi, nel rigore causato. Per il Corazziere Sabaudo la Champions è davvero tragica, ricordando l’autogol di Eindhoven – 4,5
JUAN JESUS. I dettagli, dicebamus. E Giovannino Gesù non chiude le gambe su quella palla che arriva a Elyounoussi poi abbattuto da Buongiorno. E’ un evidente concorso di colpa nel rigore che dimezza di parecchio le speranze in Champions – 5
SPINAZZOLA. La sinistra è sempre vivace ma meno pragmatica. A cominciare da Zio Spina – 5,5
OLIVERA dal 62’. La cabeza dell’uruguagio all’84’ poteva essere salvifica. Ma non lo è stata – 6
McTOMINAY. Un’altra partita da McDomini. Per il gol di testa (una rotazione magnifica in volo) e per le frustate da vero leader che dà ai compagni per scetarli nella catastrofica ripresa – 7
LOBOTKA. Intendiamoci, il Caro Lobo non si discute ma il Napule di quest’anno sta morendo di un inutile giro palla contro le squadre di livello decisamente inferiore (vogliamo dire scarse?), come dimostrano i pareggi con Verona, Parma e adesso Copenhagen. Ci vorrebbero un po’ di genio e fantasia e Robotka ha tantissime virtù (compreso il lavoro sporco, senza dimenticare che stasera lucra con dolore, molto dolore l’espulsione di Delaney) ma non è Pirlo, giusto per fare un esempio – 6
GUTIERREZ. Di recente, Michelino l’Ispanico è stato timido e insipido sulla sua fascia naturale a sinistra. Figuriamoci a destra. E’ stato l’uomo in meno degli azzurri, che ha pareggiato l’espulsione di Delaney – 4,5
AMBROSINO dal 75’. Non azzecca un cross – 5
VERGARA. Continuiamo coi dettagli. Il Finto Giovane che porta fame e napoletanità (ipse dixit) è autore di due tiri davvero pericolosi, di quelli che ti fanno sussultare. Epperò nella pars construens, quando si tratta di fare l’assist decisivo, sovente appare leggero perdendo la palla decisiva nei contrasti – 6
LANG dal 62’. Si conferma un giocatore da sufficienza piena, non di più. Neanche lui riesce a superare il fatidico e benedetto uomo per far sbandare gli arcigni picchiatori danesi (a proposito, stasera il Psg ha perso ma l’indimenticato Kvara ha fatto un gol favoloso) – 6
HOJLUND. Si fa tradire dall’ansia classica e nervosa del nemo propheta in patria. Perdipiù gli arrivano solo due palloni buoni – 5
ELMAS. E’ suo il corner-assist per la cabeza di Scott il Rosso e a sinistra combina varie cose buone. Ma ha un limite: la presunzione di dribblare a oltranza, andando poi a sbattere contro l’avversario – 6
LUCCA dall’80’. Ha la sua occasione al 90’ ma la ciorta poteva mai girare con l’abulico Lucca? – 5
CONTE. Detto del giro palla che non porta da nessuna parte (il Napule ha segnato su calcio piazzato), stasera ha ragione a dire che non ci sono alibi che tengano, dagli infortuni agli acquisti sbagliati. La sua squadra di reduci e combattenti avrebbe dovuto fare strame degli inconsistenti autoctoni rimasti in dieci. Invece sono stati proprio i danesi a dare una dimostrazione di forza e di carattere agli azzurri. Per certi versi, poi, il suo pronunciamento impastato di tanta delusione e rabbia, “non ho nulla da dire ai giocatori”, evoca quanto accaduto a novembre dopo la sconfitta per il Bologna. E ora, nelle due sfide decisive per la stagione (lotta scudetto con la Juve, playoff Champions con il Chelsea), giocherà contro il suo passato – 6
ARBITRO PELJTO (BOSNIA ED ERZEGOVINA). Per fortuna che per il citato rosso a Delaney c’è il Var – 5











