McTominay salva il Napoli e il campionato italiano da infinite polemiche: è un calciatore gigantesco (grazie Ten Hag)

Inter-Napoli finisce 2-2. Sul rigore del 2-1 Conte perde la testa, grida “vergognatevi” e viene espulso. Ma il Napoli è squadra vera. L'Inter non riesce a vincere gli scontri diretti. Strepitoso l'arbitraggio di Doveri (al di là del rigore che comunque in Italia lo fischiano)

McTominay

Db Milano 11/01/2026 - campionato di calcio serie A / Inter-Napoli / foto Daniele Buffa/Image Sport nella foto: esultanza gol Scott McTominay

McTominay salva il Napoli e il campionato italiano da infinite polemiche: è un calciatore gigantesco (grazie Ten Hag)

Finisce 2-2 la partita scudetto. I sogni delI’Inter si infrangono sul palo colpito al 93esimo dall’armeno Mkhitaryan. Il Napoli gioca una partita notevole con una formazione ampiamente rimaneggiata (con il modesto Beukema in difesa ed Elmas in avanti). Conferma che non si è campioni d’Italia per caso. Gioca a lungo meglio dell’Inter. Soprattutto, dimostra di avere carattere. Rimonta due volte. La seconda dopo un calcio di rigore che sembra il colpo del ko anche perché Conte si fa espellere dopo aver gridato “vergognatevi” agli arbitri. Quando mancano ancora venti minuti alla fine. Al di là del rigore, onestamente non ci saremmo fatti espellere. Ma il Napoli è squadra vera. Non si abbatte. Non ha bisogno del joystick. E pareggia la seconda volta ancora grazie a McTominay autore di una doppietta da centravanti vero. Lo scozzese è un calciatore monumentale. Sempre sia lodato Ten Hag.

La partita dice che il calcio italiano certamente non è il più bello d’Europa ma non sta messo nemmeno così male. Partita ovviamente tesa, bloccata, ma anche giocata. Il campionato non sarà deciso dagli scontri diretti. L’Inter di Chivu continua a non vincerne. Così come Lautaro continua a non segnare quando la partita conta davvero. Non siamo faziosi se scriviamo che l’Inter esce un po’ ridimensionata e il Napoli, al contrario, l’ennesima conferma della sua forza.

McTominay va ringraziato due volte. Non solo per i gol. Perché salva il Napoli e soprattutto salva il campionato da infinite polemiche arbitrali se il rigore avesse deciso la partita.

Come detto, Conte perde la testa, urla “vergognatevi”, si fa espellere. Il rigore viene concesso per l’ormai celebre step on foot, la scarpa di Rrahmani sul piede di Mkhitaryan. Non sappiamo dire. Certamente in linea col metro adottato nel campionato. Non con il metro adottato stasera da Doveri che invece finalmente fischia pochissimo. Ma onestamente Doveri sarebbe stato massacrato se non avesse concesso quel rigore. Per noi vintage non è mai rigore, ma in questo calcio assurdo è considerato da tutti fallo.

Ma passiamo al campo. Le partite si decidono sui palloni recuperati, altro che possesso palla. E infatti l’Inter va in vantaggio così dopo nove minuti, con Zielinski che ruba il pallone a McTominay e accende l’asse Thuram-Dimarco. Uno a zero. Il Napoli ha cominciato bene. Dopo il gol, però, sbanda come accade ai pugili dopo essere andati al tappeto. La squadra di padre Chivu (i media lo stanno trasformando in un novello Papa Giovanni XXIII) toglie il respiro agli avversari ma non riesce a capitalizzare il predominio territoriale. E così, quando meno te l’aspetti, il Napoli imbastisce sulla sinistra e sul cross basso di Elmas McTominay segna un gol alla Van Nistelrooy: anticipa Akanji e pareggia. Lo scozzese è un giocatorone, non sbaglia quasi mai una partita importante. Stasera non si è lasciato deprimere dall’errore sul vantaggio interista. Bene anche Zielinski rigenerato da Chivu che poi però lo tira fuori all’ora di gioco. E bene fa: Mkhitaryan gioca mezz’ora sontuosa, è un altro livello rispetto al pur bravo polacco.

Il Napoli comincia bene la ripresa come aveva cominciato bene il primo tempo. Occasionissima Hojlund. Akanji commette un errore da principianti, il danese se ne va, tira alla Dimarco ma lui allarga di un niente.

Per quanto ci riguarda, splendido l’arbitraggio di Doveri nel primo tempo. Come si deve arbitrare una partita. Pochissimi fischi (se non ricordiamo male, quattro in 47 minuti), quelli indispensabili, anche per far comprendere ai calciatori che è inutile frignare per ogni pseudo graffio. Non sappiamo se sia stata una disposizione di Rocchi, in ogni caso i primi 45 minuti sono da trasmettere H24 nella sede degli arbitri e a Lissone.

Fondatore del Napolista, ha scoperto di sentirsi allergico alla faziosità. Sogna di condurre il Bollettino del mare di Radio Rai. E di girare - da regista - un porno intitolato “La costruzione da dietro”. Si è convertito alla famiglia: ha una moglie, due figli, un cane. E tre racchette, ovviamente da tennis.

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