Tra Napoli e Inter il calcio italiano non sa più soffrire e rimanere in partita
Condò sul Corsera: "se n’è andata a quel paese la capacità di competere, di rimanere concentrati 90 minuti, di restare cinici e gelidi, in una parola di non commettere errori"

Db Milano 22/08/2026 - campionato di calcio serie A / Inter-Monza / foto Daniele Buffa/Image Sport nella foto: Cristian Chivu
È tempo di analisi sul calcio italiano. Perché in Champions dopo due partite Napoli e Inter sono ancora a zero punti. E se le prime le hanno perse contro Arsenal e Real Madrid, ieri gli azzurri di Allegri sono stati sconfitti 3-1 dal non irresistibile Villarreal e l’Inter ha addirittura l’onta della sconfitta a San Siro per 4-3 dal Bruges di Tresoldi che ha segnato tre gol ed è stato il terrore della squadra di Chivu.
Sul Corriere della Sera Paolo Condò accenna a un’analisi sulla metamorfosi del calcio italiano. Più che altro, scrive che è sparita la capacità di non commettere errori che era una caratteristica del nostro football assieme alla capacità di rimanere aggrappati alle partite.
Scrive Condò:
“è ancora più vistoso lo strafalcione di Politano, che sega in due la partita del Napoli: superiore fin lì, rapidamente in vantaggio e vicino al 2-0 con la traversa di Hojlund, in ginocchio subito dopo tanto da subire in un amen il 2-1, e da lì in poi remare a corrente alternata verso un pareggio che si rivelerà impossibile. In queste condizioni ha poco senso analizzare pregi e difetti delle prestazioni di Inter e Napoli — ci sono stati pure i pregi, sì… — perché se n’è andata a quel paese una delle caratteristiche precipue del nostro calcio: la capacità di competere, di rimanere concentrati 90 minuti, di restare cinici e gelidi, in una parola di non commettere errori”.