Allegri riveda le gerarchie: chi non ne ha più, può accomodarsi in panchina

Pochi venti minuti di garra. Poi l'errore di Politano ha smontato il Napoli. Ma basta così poco per spegnere la luce?

Allegri riveda le gerarchie: chi non ne ha più, può accomodarsi in panchina

Napoli's Italian forward #21 Matteo Politano gestures during the UEFA Champions League, league phase, matchday 2, football match between Villarreal CF and SSC Napoli at La Ceramica Stadium in Vila-real on October 13, 2026. (Photo by JOSE JORDAN / AFP)

Cinque minuti di follia dopo il vantaggio. Politano fa karakiri dopo 20 minuti di controllo della gara. A quel punto gli azzurri vanno in tilt, subiscono pure il secondo per poi perdere la tenuta nervosa della gara. Eppure in brutto secondo tempo per tre volte il Napoli poteva pareggiarla ma sono mancanti precisione e ultimo passaggio.

Nel primo tempo il Napoli parte bene come contro il Frosinone, ritmi alti e un Giovane in grande spolvero. Da un’ennesima sgroppata sulla sinistra nasce l’angolo dal cui sviluppo Rahamani prima trova il portiere e la traversa e poi segna sulla respinta. A questo punto il Villareal inizia a salire e si fa pericoloso con un paio di tiri che trovano la deviazione in corner mentre al 16° McTominay da buona posizione tira sull’esterno della rete. Poi Politano fa la clamorosa frittata: passaggio indietro osceno a Vanja, Mikautadze lo supera e pareggia. Tre minuti dopo Moreno dai 25 metri trova un gran gol di Mourino che trafigge Milinkovic-Savic. Il Napoli perde la bussola e rischia su qualche folata spagnola. Dopo la mezz’ora gli azzurri si riordinano a fatica e tornano a macinare gioco. Non ci sono, però, altre azioni pericolose fino a fine primo tempo.

Hojlund

Troppo pochi venti minuti di garra

Nel secondo tempo gli azzurri fanno fatica nei primi dieci minuti ed emerge la stanchezza come Giovane che si becca l’ammonizione per fallo da dietro. Politano continua a sbagliare come nella prima occasione della ripresa. Poi Badiashile salva in area piccola un fatto del Villareal. Al 60° arrivano i cambi che riportano il modulo e i giocatori di sabato sera con Lang, Neres e Spinazzola. Subito Di Lorenzo mette un pallone d’oro che Hojlund e Spinazzola non riescono a buttare in porta. Gli azzurri fanno fatica e non giocano bene come nel primo tempo. Poco prima della mezz’ora Allegri gioca anche la carta Lucca con Hojlund in attacco per un 4-4-2. Negli ultimi dieci minuti il Napoli spreca tre grandi occasioni con Rasmus, Lucca viene braccato e Di Lorenzo manca la palla di un millimetro davanti la porta. E quando sbagli, paghi. In contropiede arriva il terzo gol su una sbavatura difensiva.

Per venti minuti la squadra aveva la stessa “garra” di sabato col Frosinone. Poi l’errore grossolano di un senatore ha smontato mentalmente un Napoli dove alcuni avevano poca gamba come McTominay e Gilmour. Poi nella ripresa si è spenta la luce, pure De Bruyne cala e nemmeno Neres e Lang riescono a trovare lo spunto. Il migliore in campo è il capitano Di Lorenzo. Allegri dovrà lavorare sulle gerarchie, certi senatori scudettati possono accomodarsi in panchina se non ne hanno più, lasciando spazio a chi ha fame e voglia. Per quanto riguarda il gioco: schema e titolari visti contro il Frosinone sono quelli che oggi possono dare più garanzie a inizio partita.