Rui Pinto costretto a nascondersi, il Portogallo gli aveva ritirato la protezione ma non gliel’hanno detto

L'informatore che ha innescato il caso City da sabato non sarà più protetto. E non gli hanno dato il tempo di organizzarsi: ora deve trovarsi un luogo sicuro dove vivere senza la famiglia

Rui Pinto costretto a nascondersi, il Portogallo gli aveva ritirato la protezione ma non gliel’hanno detto

Ha innescato lui il caso Manchester City che è poi definitivamente deflagrato in affare di stato. Ma adesso Rui Pinto è solo. E non gli hanno nemmeno dato il tempo di prepararsi. Il Guardian scrive che le autorità portoghesi hanno tenuto Rui Pinto all’oscuro per quasi tre mesi della decisione di revocargli lo status di testimone protetto, informandolo poi solo 10 giorni prima della scadenza del provvedimento.

Secondo documenti visionati dal Guardian, la Commissione per i programmi di sicurezza speciali (CPES), che sovrintende al programma portoghese di protezione dei testimoni, si è riunita l’8 e il 9 luglio per discutere il caso di Pinto. La Commissione ha concluso che il livello di minaccia nei suoi confronti era basso e che le misure di protezione speciali non erano più giustificate. Ma Pinto, che dal 2020 gode dello status di testimone protetto dopo aver acconsentito a concedere alle autorità portoghesi l’accesso a milioni di documenti raccolti prima del suo arresto, è stato informato della decisione solo il 30 settembre, ben 83 giorni dopo che era stata presa.

Pinto – continua il Guardian – si è ritrovato con poco tempo per affrontare una serie di problemi immediati. Deve trovare un posto sicuro dove vivere e organizzarsi per mantenersi nella nuova località, evitando al contempo qualsiasi contatto con i familiari.

Ma il caso potrebbe essere riesaminato

Il 30 settembre, giorno in cui Pinto è stato informato che il suo status di testimone protetto stava per terminare, il verdetto di colpevolezza della Premier League contro il City, confermato 24 ore prima, dominava le prime pagine dei giornali di tutto il mondo. Le autorità avevano deciso quasi tre mesi prima, ma non glielo avevano detto.

“Pinto è entrato nel programma di protezione portoghese dopo aver collaborato con le autorità giudiziarie del paese. Le sue rivelazioni sono state successivamente utilizzate da autorità giudiziarie, fiscali e sportive in tutta Europa, compresa l’indagine della Premier League sulle presunte irregolarità finanziarie del Manchester City. Gli avvocati di Pinto sostengono che le autorità dovrebbero tenere conto della sua collaborazione con il sistema giudiziario e dei rischi persistenti associati alle sue rivelazioni prima di revocare la protezione. Le crescenti pressioni sembrano aver indotto a un ripensamento. Sabato scorso, la ministra della giustizia portoghese, Rita Alarcão Júdice, è stata interrogata dai giornalisti in merito alla decisione. Ha affermato che le autorità avrebbero riesaminato il caso di Pinto e ha promesso di fornire una risposta entro sabato, data in cui scade il suo periodo di protezione”.