L’Equipe festeggia i 40 anni del rigore sbagliato da Maradona a Tolosa, “Tarantini lo prese anche in giro”
"Non è vero che il Tolosa non ha vinto niente, ha battuto Maradona". Despeyroux, è rimasto famoso per un durissimo intervento su Diego a partita appena iniziata: "Tutti parlano ancora di quell'intervento, ma non l'ho fatto apposta

1988 archivio Storico Image Sport / Napoli / Diego Armando Maradona / foto Aic/Image Sport
Il 1° ottobre nel 1986 era un mercoledì, a Napoli non l’ha dimenticato nessuno. Sono passati quaranta anni esatti dal rigore di Maradona sul palo che buttò il Napoli fuori dalla Coppa Uefa. Maradona aveva scoperto da un paio di settimane di essere papà di un Diego Junior. Se da noi quello è un lutto antico, per trasposizione in Francia, a Tolosa, è il quarantennale di un giorno di festa. Così lo racconta L’Equipe, dedicandogli una pagina intera. Il giorno in cui batterono il miglior giocatore del mondo.
I ricordi di chi c’era quella sera
L’Equipe ha sentito un po’ di protagonisti di quella sera. Di chi c’era. “Era la prima volta che mi trovavo in uno stadio con così tanta gente, è stato travolgente”, ricorda Jean Resseguié, allora giornalista ventitreenne che in seguito divenne la voce del calcio su RMC . “L’atmosfera era completamente surreale”. All’epoca gestiva la tribuna stampa e i suoi 160 giornalisti accreditati, tra cui 45 italiani. Scese in campo dopo i tempi supplementari. “Ho visto il rigore di Diego. Ho persino sentito Tarantini prenderlo in giro in spagnolo dopo. Ho intravisto il pallone rimbalzare sul palo e ho capito che il Napoli era stato eliminato perché la gente stava invadendo il campo. Era una follia totale, la gente correva dappertutto”.
L’ordine era non toccare Diego nei primi 15 minuti
Pascal Despeyroux, ex centrocampista del Tolosa, è rimasto famoso per un durissimo intervento su Diego a partita appena iniziata: “Tutti parlano ancora di quell’intervento, ma non l’ho fatto apposta. Al contrario, l’ordine era di non toccare Diego nei primi quindici minuti. Altrimenti, sarebbe stato cartellino rosso. L’ho appena sfiorato, ma era bravissimo a schivare”.
Anche le generazioni più giovani, troppo giovani per aver vissuto quella notte di gloria, si considerano eredi di quel momento. “Non è un evento che ti fa diventare un tifoso, ma che ti permette di rimanerlo”, dice Paul Cometto, ex presidente degli Indians Tolosa. “Quando si dice che il TFC non ha mai vinto niente, si sbaglia: ha battuto una leggenda vivente”.