L’Antitrust chiede alle tv di abbassare i prezzi delle partite di Serie A
L'Antitrust ha dato il via libera per la commercializzazione dei diritti tv dalla stagione 2029/30 alla 2033/34, anche se ritiene siano troppi 5 anni per la vendita dei diritti.

Mg Milano 01/05/2021 - campionato di calcio serie A / Milan-Benevento / foto Matteo Gribaudi/Image Sport nella foto: cameramen
L’Antitrust ha concesso alla Lega calcio il via libera per la commercializzazione dei diritti tv dalla stagione 2029/30 alla 2033/34, diffondendo il messaggio di speranza che i tifosi non debbano spendere cifre eccessive per seguire le partite.
Le linee guida dell’Antitrust per la Lega calcio

Come riportato da La Repubblica:
“La Serie A deve guadagnare dalla vendita dei diritti televisivi, ma senza che i broadcaster costringano poi i tifosi a spendere cifre eccessive per seguire la propria squadra”. Un’approvazione accompagnata da indicazioni precise: favorire “assoluta equità, trasparenza e non discriminazione” fra operatori, e studiare un sistema di assegnazione dei diritti tv che possa “beneficiare i consumatori in termini di riduzione dei prezzi di fruizione del servizio”. Il bando della Serie A potrebbe essere pronto a inizio 2027, in tempo per permettere a player che oggi non trasmettono calcio in Italia di valutare l’ingresso nel mercato.
Sulla definizione dei pacchetti è intervenuta l’Antitrust, auspicando un sistema in cui “più operatori possano trasmettere buona parte della Serie A“, aumentando la possibilità per lo spettatore di scegliere. L’Autorità si spinge ad auspicare “l’eliminazione delle esclusive in favore di pacchetti che abbiano una parte consistente di eventi condivisi” non come vincolo, ma come indirizzo. E invita a pesare il valore delle partite, garantendo equilibrio nella distribuzione dei big match e degli slot orari in cui si registrano i picchi di pubblico.
Inoltre, l’Autorità ha chiesto di eliminare l’esclusiva sulla maggior parte delle partite, se l’accordo dovesse essere quinquennale.