Il grido di dolore di Lobotka: “Giochiamo ogni tre giorni, calendario massacrante. Non c’entra che siamo pagati bene”
Lo sfogo a Sport24: "Ho giocato 4 gare in 17 giorni. Sono pur sempre un essere umano. Guardate quanti infortuni con le Nazionali"

Ni Napoli 11/05/2026 - campionato di calcio serie A / Napoli-Bologna / foto Nicola Ianuale/Image Sport nella foto: Stanislav Lobotka
Stanislav Lobotka rischia di diventare la voce internazionale del sindacato calciatori. Al ritorno dagli impegni con la sua Nazionale (la Slovacchia), intervistato da Sport24 ha lanciato un grido d’allarme per il calendario troppo fitto.
“Ho giocato quattro gare in diciassette giorni. Probabilmente, la gara più difficile dal punto di vista fisico è stata quella con le Isole Far Oer. La superficie del campo era diversa così come il clima, l’ho sentita parecchio come gara. Anche se vengo pagato molto bene per giocare sono pur sempre un essere umano. Sento la fatica fisica poi anche quella dei voli. Anche se gioco solo un’ora e poi vengo cambiato, quel dispendio fisico è comunque importante”.

Lobotka: “Possono pagarti quanto vogliono ma lo stress è tuo, del tuo corpo”
E Lobotka è atteso da un altro tour de force. Il Napoli dovrà giocare nove partite in un mese. E si comincia sabato contro il Frosinone.
Ancora Lobotka: “Qualcuno potrebbe dire che la sosta per le nazionali aiuta. Ora ci sono nove partite con il Napoli prima di giocare di nuovo con la Nazionale. Giochiamo ogni tre giorni, il calendario è massacrante. Possono pagarti quanto vogliono ma lo stress è tuo, del tuo corpo”.
Lobotka ovviamente fa riferimento ai tanti infortuni che ci sono atti anche durante il periodo delle Nazionali. Solo nel Napoli si sono fatti male Favasuli, Olivera e Vergara.
“Basta vedere quanti calciatori sono infortunati e quanti si sono fatti male durante gli impegni con le rispettive nazionali. Noi, come Slovacchia, non abbiamo 40-50 calciatori che possono ruotare nelle convocazioni. Si può fare ben poco, devi solo sperare di stare sempre in salute e non farti male”.