Davvero gli sportivi professionisti sono vittime del sistema? Crediamo di no (PODCAST)

Le vittime sono altre. I calciatori potrebbero battersi per negoziare contratti diversi, con meno partite. I tennisti possono giocare meno. Basta volerlo e rinunciare a un po' di soldi

Davvero gli sportivi professionisti sono vittime del sistema? Crediamo di no (PODCAST)

Mp Pisa 17/05/2026 - campionato di calcio Serie A / Pisa-Napoli / foto Matteo Papini/Image Sport nella foto: Stanislav Lobotka

Dopo il lungo infortunio di Sinner e anche le dichiarazioni di Lobotka sul calendario massacrante, torna il dibattito sugli sportivi professionisti vittime del sistema. Ma davvero lo sono? Noi crediamo di no. Basta rinunciare a qualcosa per ottenere condizioni di vita più sane. È vero che il capitalismo ha le sue leggi da boa constrictor ma basta alzare la mano e dire: “no, a queste condizioni non ci sto”. Gli atleti professionisti, soprattutto di lato livello, avrebbero la forza per negoziare contratti diversi, a partire dai calciatori. “Voglio stipulare un contratto per quaranta partite, non di più”. Chiaramente si guadagna di meno. Lo stesso vale per i tennisti. E per tutti gli sport. Si può sempre scendere dall’autobus che viaggia a folle velocità. Come ha ricordato Binaghi, presidente della Federtennis, non si è ancora imbattuto in un tennista che rinunciasse alle ricchissime esibizioni in Arabia.