Binaghi: “I tennisti finché partecipano a esibizioni in Arabia, non possono lamentarsi che si gioca troppo”
A La Stampa. Di Sinner dice: "Non è importante saperne di più ma che si curi bene. Malagò? È la prima volta che il commissariato diventa commissario"

Roma 31/01/2024 - conferenza stampa Jannik Sinner / foto Image Sport nella foto: Jannik Sinner-Angelo Binaghi
Angelo Binaghi presidente della federtennis (e anche padel) viene intervistato da La Stampa (Paolo Brusorio) su Sinner. Binaghi è senza peli sulla lingua anche se su Jannik (galline dalle uova d’oro del nostro tennis) non si sbilancia. Fa capire che nemmeno lui sa granché ma la pone così:
“Guardi, sapere di più, ai fini della salute di Jannik, sarebbe stato totalmente ininfluente. Conta che venga curato nel migliore dei modi e che sappia come in caso di bisogno la federazione sia pronta a correre. Proprio come nei giorni scorsi”.
Binaghi esprime concetti non banali, anche sul concetto che si giochi troppo.

Binaghi: “Malagò? In un nostro circolo senza tessera non si può neanche palleggiare”
Quindi vietato lamentarsi per i troppi tornei?
“Fino a che i tennisti trovano il tempo di giocare esibizioni come la Laver cup o il Six Kings Slam, ci sono i margini per la programmazione”.
Passaggio obbligato: Malagò commissario della Figc già presieduta da Malagò. Voto?
“Non ero presente. Il tennis oggi mi impone delle priorità e poi non sono in grado di capire logiche e dinamiche del Coni, è conclamato. Dico solo che in un nostro circolo senza tessera non si può neanche palleggiare”.
Quindi pollice giù?
“Credo sia la prima e unica volta al mondo in cui viene nominato Commissario la persona per la quale si è commissariato”.
Anche il Coni non esce benissimo.
“Lunedì mi premiamo con il Collare d’Oro, mi vuole fare litigare anche oggi?”