Cassano: “Cristiano vale la metà di Ronaldo il Fenomeno, io a Madrid dovevo essere arrestato”
L'intervista ad As prima di Real-Roma: "Se giocassero ad allenatori invertiti il Madrid vincerebbe 10 a zero. Lì ho sprecato una grande occasione, ma ero felice a modo mio"

Db Milano 06/10/2019 - campionato di calcio serie A / Inter-Juventus / foto Daniele Buffa/Image Sport nella foto: Antonio Cassano
Dice Antonio Cassano che “il calcio di oggi mi piace molto meno di quello dei miei tempi perché manca di personalità e talento”. E dice anche che se Real Madrid e Roma si scambiassero gli allenatore, il Real con Gasperini vincerebbe 10-0. Lo ha chiamato apposta, As: doppio ex dalla lingua lunghissima. E lui si presta, ovviamente. E ricorda quanto fosse un cattivo professionista: “Avevo molto talento e poca forza di volontà, lo sanno tutti. Non avevo la forza di volontà per mangiare di meno e lavorare di più, ma ero felice a modo mio”.
Totti e i due Ronaldi
Totti “era uno dei miei più grandi idoli. Quando ho avuto l’opportunità di firmare per la Roma o la Juventus, ho deciso di andare nella capitale perché era lì che aveva giocato Francesco. Poi ho avuto la fortuna di condividere la squadra con Ronaldo Nazario. Come centravanti, non ho mai visto nessuno come lui. Era assolutamente favoloso e un giocatore in grado di cambiare le sorti di una partita. Se avesse avuto una carriera senza infortuni, avrebbe raggiunto vette inimmaginabili. Quello era il vero Ronaldo, non Cristiano, che è solo la metà di ciò che Ronaldo, il Fenomeno, era”.
Tornando al Real, è risaputo che non gli piaccia Mourinho: “Non è più in grado di allenare. È stato molto fortunato perché nessuna delle sue squadre ha giocato bene. La sua filosofia calcistica è diventata obsoleta dieci anni fa. La sua carriera non ha lasciato alcuna eredità, solo litigi con tutti. Gli piace parlare di altro, ma non di calcio. Uno dei suoi più grandi meriti è avere Jorge Mendes come agente, che gli trova sempre buoni club”.

“A Madrid felice a modo mio”
Il suo arrivo al Real Madrid nel 2005 fu terribile: “È vero. Non so cosa mi passasse per la testa 20 anni fa. Ero uno sciocco. Indossavo una giacca orribile ed ero vestito in modo inadeguato per l’occasione. Ero fatto così. A volte facevo delle sciocchezze, e a Madrid ancora di più. Avrei dovuto finire in prigione (ride). Perché il mio comportamento era pessimo. Mi piaceva mangiare e uscire, non allenarmi. Ero in sovrappeso di dieci chili. Era tutta colpa mia. Ero fatto così. I migliori giocatori con cui abbia mai giocato sono stati Ronaldo, Zidane e Guti, ma io ero concentrato su altre cose. Mi mancava la maturità. Il Cassano di allora, con la maturità che ha adesso, avrebbe giocato dieci anni in quella squadra perché aveva il talento. In ogni caso, sono stato molto felice di giocare per il Real Madrid. È stato un onore meraviglioso, e quando viaggio all’estero, la gente si ricorda ancora di me per aver fatto parte di quella squadra. Il Real Madrid è la squadra più grande della storia”.
Capello… “non l’ho trattato bene. Ero una persona terribile, ma lo ricordo come l’allenatore più importante della mia carriera. Ora ho un rapporto fantastico con Fabio, ma a lui sono sempre piaciuti i professionisti che si allenano bene, che sono esigenti con se stessi, che si prendono cura di sé e che hanno molto rispetto per la loro professione, e io ho fatto l’esatto opposto. Mi sono comportato male, ma ora nutro un grande affetto per lui e per la sua famiglia”.