Brasile e Spagna avevano la stessa idea di percorso, ma la Seleçao ha fallito dopo le Olimpiadi di Tokyo

Branco, il coordinatore delle Nazionali giovanili brasiliane, ad As: "L’ex presidente Rodrigues non ha dato continuità al progetto". E cita l'Italia: "Si sono fermati nella produzione di talenti e hanno perso tre Mondiali".

Brasile e Spagna avevano la stessa idea di percorso, ma la Seleçao ha fallito dopo le Olimpiadi di Tokyo

Brazil's Italian head coach Carlo Ancelotti speaks to forward #07 Vinicius Junior during the 2026 World Cup Group C football match between Brazil and Morocco at the New York/New Jersey Stadium in East Rutherford on June 13, 2026. (Photo by MAURO PIMENTEL / AFP)

Branco, coordinatore generale delle Nazionali giovanili maschili del Brasile, ha rilasciato un’intervista ad As dove ha parlato del nuovo ciclo della Seleçao e il modello che vogliono emulare, con Carlo Ancelotti ct della Nazionale maggiore.

Il Brasile sulla scia del modello Spagna

“Il progetto che vogliamo portare avanti è più o meno lo stesso che abbiamo seguito quando abbiamo battuto la Spagna ai Giochi Olimpici di Tokyo 2020, quando André Jardine era il commissario tecnico sia dell’Under 20 sia della Nazionale olimpica. Ora alla guida c’è Paulo Vitor, che arriva dall’América, in Messico, e aveva già lavorato con noi in passato. Il Brasile vuole continuare a produrre giocatori, non soltanto nel proprio Paese, ma anche concentrando l’attenzione sull’Europa. Stiamo monitorando molti calciatori che nei prossimi anni potrebbero entrare a far parte delle nostre Nazionali, giovanili e maggiore“.

Da diversi anni la Seleçao non riesce ad imporsi ai Mondiali e fino a cinque anni fa, Brasile e Spagna condividevano la stessa visione sui progetti giovanili, ma la Federcalcio sudamericana non è riuscita a dare continuità. Branco ha commentato:

“È un peccato, perché la Spagna ha proseguito il proprio percorso, mentre noi abbiamo perso quattro anni. Avevamo la stessa idea, lo stesso progetto, la stessa pianificazione… semplicemente, la precedente gestione della presidenza non ci ha sostenuti. La Spagna ha sette giocatori che hanno perso la finale di Tokyo 2020. Noi ne abbiamo soltanto tre. È un peccato che l’ex presidente Ednaldo Rodrigues non abbia dato continuità al progetto, perché, se lo avesse fatto, oggi saremmo molto più avanti. Ha buttato tutto nella spazzatura. L’intero piano quadriennale è stato cancellato. Il percorso era iniziato contemporaneamente a quello di De la Fuente. Sembrava che uno avesse copiato l’altro, ma uno ha creduto nel futuro e noi no“.

Dallo scorso anno c’è Carlo Ancelotti alla guida della Nazionale maggiore:

“È una persona dalle capacità straordinarie e la sua carriera parla da sola. La cosa positiva è che, in questo nuovo ciclo, la generazione che ha vinto a Tokyo sarà quella che guiderà il Brasile, proprio come fatto in Spagna. La cosa positiva è che il Brasile non smetterà mai di formare talenti. Ogni giorno emergono nuovi giocatori, ma i gioielli devono essere lavorati e perfezionati. È quello che fa anche la Spagna, che si avvale del contributo dei propri club. L’Italia, da questo punto di vista, si è fermata: ha smesso di produrre talenti e ha saltato gli ultimi tre Mondiali“.