Il City ha rotto il calcio inglese. Il Guardian: “Ci hanno imbrogliato, perché ora dovremmo continuare a crederci?”
La storia è da riscrivere, e in ballo c'è la possibilità di richieste astronomiche di danni al City. Wilson: "Perché dovrei seguire questa stagione quando una commissione potrebbe decidere tra 17 anni che non era reale neanche quella?"

Philadelphia 18/06/2025 - FIFA Club World Cup 2025 / Manchester City-Wydad / foto Imago/Image Sport nella foto: Josep Guardiola ONLY ITALY
Niente era reale. “Nulla di quanto accaduto nel calcio inglese tra il 2009-10 e il 2017-18 e che ha coinvolto il Manchester City è realmente accaduto. Il City che batte il Manchester United 6-1 all’Old Trafford? Falso. Il gol di Sergio Agüero al 94° minuto che ha regalato il titolo nel 2012 ? Frutto dell’immaginazione. Quella stagione il City ha raggiunto i 100 punti ? Bobby Ewing se l’è sognato sotto la doccia”. E visto che il sogno è stato tremendamente lungo, per Jonathan Wilson “senza quei successi, il City non si sarebbe trovato nella posizione in cui è stato nelle ultime otto stagioni. Le 14 vittorie consecutive che li hanno portati al titolo di campione nel 2018-19 non sarebbero avvenute senza ciò che è accaduto prima. Né ci sarebbero stati il Triplete del 2023 o il record di quattro titoli di campionato consecutivi”. Anche per l’editorialista del Guardian, pluripremiato storico del calcio, la sentenza che ha riconosciuto colpevole il Manchester City di aver infranto più di un centinaio di regole finanziarie della Premier è dirompente. E trasporta il calcio inglese nell’ “era dell’asterisco”: per andare avanti ora bisogna sospendere l’incredulità. E’ uno scandalo enorme, in Inghilterra.
La storia da riscrivere
Ci sarebbe tutta una storia da riscrivere, magari nella realtà parallela in cui il City rispetta le regole “Klopp ha avuto molto più successo di quanto chiunque abbia pensato, e Brendan Rodgers e Ole Gunnar Solskjær sono allenatori capaci di vincere titoli”. Difficilmente cancelleranno i successi del City, scrive Wilson. E forse nemmeno sarebbe giusto: “sarebbe altrettanto strano se una squadra vincesse il campionato perché una rivale ha scelto di dare priorità a una coppa o a una campagna europea a scapito di un titolo apparentemente irraggiungibile. Una gloria di facciata non soddisfa nessuno”.
Ma “se le condanne saranno confermate, le conseguenze saranno profonde. Ci saranno appelli per ottenere attenuanti. È un circolo vizioso. Il mese scorso Bloomberg ha riportato che il governo era stato avvertito delle potenziali conseguenze negative per le relazioni tra Regno Unito ed Emirati Arabi Uniti qualora il verdetto fosse sfavorevole al City. Andy Burnham era sindaco durante un periodo in cui gli Emirati Arabi Uniti hanno effettuato investimenti significativi a Manchester e ha parlato con il presidente degli Emirati Arabi Uniti, lo sceicco Mohammed, a una settimana dalla sua nomina a primo ministro a luglio”. Il Guardian scrive apertamente di “campagna sistematica di frode protrattasi per nove anni”.

E se ora tutti chiedono i danni?
In ballo, soprattutto, c’è la potenziale richiesta di danni al City, “e non solo da parte delle squadre che non hanno vinto titoli durante gli anni fantasma. Ad altre squadre è stata negata la partecipazione alle competizioni europee. Sono andati persi premi in denaro. Persino le squadre retrocesse potrebbero sostenere che il City abbia avuto un ruolo nella loro uscita dalla Premier League. Ci sono ripercussioni a catena negli anni successivi al periodo in questione. Il Leicester, ad esempio, ha mancato di poco la qualificazione alla Champions League nel 2020 e nel 2021. Si sarebbe qualificato se il City, che ha finito davanti a loro in campionato, non fosse stato dopato artificialmente? Se avessero giocato in Champions League allora, si troverebbero nella stessa situazione difficile in cui si trovano ora? Poi ci sono le conseguenze meno dirette: cosa avrebbe significato per la reputazione globale di un club – o di un allenatore o di un giocatore – e quindi per la loro capacità di generare entrate commerciali, se avessero vinto il campionato o fossero rimasti in Premier League per un’altra stagione?”. “Il costo finanziario per il City, a prescindere dalla sanzione ufficiale, potrebbe essere devastante”.
Ma al di là dei soldi, c’è poi da quantificare “l’energia emotiva. Il gol di Agüero è stato probabilmente il momento più famoso nella storia della Premier League. Cosa significa negare che sia mai accaduto? Anche se al City non venisse revocato il titolo del 2012, questo ne risulterebbe comunque macchiato”. “Quell’emozione, l’euforia dei tifosi del City, la disperazione dei tifosi dello United, lo stupore di tutti gli altri, non può essere ignorata”.
In generale “c’è la sensazione di essere stati imbrogliati, e non solo dal City. Questo grande dramma umano non era reale? E adesso? Perché dovrei interessarmi a questa stagione quando una commissione indipendente potrebbe decidere tra 17 anni che non era reale neanche quella? L’interesse calerà, gli incassi diminuiranno?”.