Coppi al Mondiale del ’53 con moglie ed amante, El Mundo racconta le “corna” che scandalizzarono Papa Pio XII
Prenotava camere d'albergo "per un ospite anonimo" durante le scappatelle romantiche. Il Papa arrivò a non benedire un Giro "perché c'è un peccatore nel gruppo"

Italian cycling champion Fausto Coppi signed autographs on May 30, 1953 after his victory in "The Three Valleys Varesines" (100 km against time), the last of the five events of the Italian Championship. (Photo by AFP)
Quando Fausto Coppi vinse il Mondiale di ciclismo del 1953, aveva 34 anni. E a Lugano, dopo il traguardo lo aspettavano due signore. E’ la storia di uno scandalo in bianco e nero, con un Papa di mezzo. Lo racconta meravigliosamente Alfredo Relaño su El Mundo, che già aveva raccontato la storia del suo massaggiatore cieco.
Coppi era sposato con Bruna Ciampolini. Uno dei suoi più grandi ammiratori era il dottor Enrico Locatelli. E “sua moglie, Giulia Occhini , lo accompagnò ad alcune gare, si innamorò e iniziò a seguirlo da sola. I suoi compagni di squadra e la stampa chiusero un occhio. Prenotava camere d’albergo “per un ospite anonimo” e i suoi domestici si prendevano cura della figlia di Giulia, Lolli, durante le scappatelle romantiche della coppia. Bruna, una ragazza umile che detestava i riflettori e lasciare il suo paese, si recò ai Campionati del Mondo di Lugano con la figlia della coppia, Martina. Seduta sugli spalti del velodromo, vide il marito indossare la maglia iridata, consegnare il mazzo di fiori e baciare Giulia ai piedi del podio”.

Il Papa non benedì il Giro perché “c’è un peccatore nel gruppo”
Il segreto restò più o meno tale fino a quando L’Equipe titolò così: “Chi è la misteriosa donna in bianco che accompagna Coppi?”. Apriti cielo: “Tutta l’Italia si schierò dalla parte della Dama Nera, l’umile, fedele e semplice moglie e madre, soppiantata dalla Dama Bianca, la donna adultera, mondana e spudorata che aveva indotto Coppi in tentazione. A quel tempo, i due vivevano già insieme. Si tentò di coglierli in flagrante, ma la governante ritardò l’arrivo del dottor Locatelli, dei suoi testimoni e della polizia. Giulia trascorse quattro notti in prigione ed entrambi furono condannati a un anno di reclusione (che non scontarono) per abbandono di domicilio. Fu loro proibito di vedersi o di vedere i propri figli. Divennero preda della stampa e delle riviste. Pio XII si rifiutò di benedire la partenza del Giro d’Italia perché “nel gruppo c’è un peccatore pubblico”. Giulia viaggiò da sola e incinta fino a Buenos Aires, dove partorì e registrò il bambino come Faustino Coppi”.