Fidiamoci di Hojlund, troppo scetticismo attorno a lui

È una tiritera che si ripete da anni: partendo da Lavezzi e Hamsik, passando per Cavani fino ad arrivare a Kvara. Hojlund è solo l'ultimo della lista. Spesso, il fiore che sboccia più tardi è il più sublime di tutti

Fidiamoci di Hojlund, troppo scetticismo attorno a lui

Dc Napoli 06/03/2026 - campionato di calcio serie A / Napoli-Torino / foto Domenico Cippitelli/Image Sport nella foto: Rasmus Hojlund

Purtroppo il buon Rasmus non era probabilmente consapevole al 100% che in Italia, oltre a combattere con difese strette e difensori che ti stanno appiccicati come una verruca, bisogna combattere anche con i giudizi al cianuro di molti tra tifosi e addetti ai lavori che, per carità, devono analizzare le prestazioni di un calciatore ma senza lasciarsi prendere troppo la mano.

Rasmus è avvezzo alle punzecchiature italiane ma Bergamo non è Napoli in nessun aspetto e le pressioni e i giudizi che ha udito e letto, soprattutto in terra orobica, per quanto sgradevoli, non hanno la stessa forza contundente di quelli partenopei. Ve lo possiamo assicurare. Lui, fortunatamente, sembra avere le spalle abbastanza larghe per sopportarlo. D’altronde, è uscito quasi indenne da quel carnaio che risponde al nome di Manchester United.

Ma siamo sicuri che contaminare la crescita di questo, ricordiamo, 23enne con commenti così pesanti sia salutare, in primis per quella che è a tutti gli effetti la punta titolare del Napoli? Non sarebbe forse meglio sostenerlo e criticarlo in maniera costruttiva? Sì, probabilmente sì, ma che l’Italia è un Paese per vecchi si applica anche al calcio e quindi il tiro al giovane è indubbiamente più divertente.

Ma davvero Rasmus merita questo?

I numeri e le prestazioni di Hojlund

Hojlund

Non saranno dati degni di un bomber di razza, ma i suoi 12 gol e 5 assist nello scorso campionato li ha messi a segno. Contando i 3 gol in Champions e quello in Supercoppa contro il Milan, ecco che arriviamo a 16 gol per un totale di 21 G/A. Beh, non è uno score da mani nei capelli, ma nemmeno completa spazzatura, considerando anche il peso di certi gol: vedi la doppietta decisiva contro la Juve, o l’assist a David Neres contro la Roma e il gol del 2-0 finale nella semifinale di Supercoppa italiana.

A questo vanno comunque aggiunte tante partite a fare il Lukaku della situazione, quando il danese di certo Lukaku non è. Eppure ha imparato a farlo, mettendosi a disposizione di Antonio Conte e del suo gioco e facendo a sportellate per tutto il campionato. A volte bene, a volte meno bene. Ma quante volte è stato davvero servito in profondità? Contro lo Sporting in Champions, contro la Fiorentina a inizio campionato e contro l’Udinese al termine della scorsa stagione. Tutte e tre le volte, davanti al portiere, non ha sbagliato il colpo. Di gol clamorosi divorati, non ne ricordo.

Sì, la sua partita col Genoa è stata incolore: quindi? È da crocifiggere O possiamo riservarci un minimo di beneficio del dubbio per un ragazzo che ha ancora tanto da imparare e, soprattutto, tanto da migliorare? Certo, qui di tempo ce n’è poco, ma proprio questo tempo così esiguo potrebbe essere usato in maniera meno deleteria. Ne risente Hojlund, ne risente il Napoli. Anche perché l’alternativa, si è capito, sarà Lucca.

Il giudizio di Allegri

Allegri

 

“Dite, Max Allegri ha la faccia di uno stupido?” Semicit. di tarantiniana memoria. Ecco, secondo voi un allenatore del calibro di Max Allegri, che lo brama da un anno e più, è stupido? No, secondo noi non lo è. Il tecnico toscano ha visto qualcosa in Rasmus, che sia la sua esplosività nell’attacco alla profondità, la sua tenacia o le sue non trascurabili qualità tecniche. Questo qualcosa che ha intravisto è materia grezza, che va accudita e cesellata a dovere. L’allenatore del Napoli crede in lui, chi siamo noi per non fidarci? E allora che la critica abbia un criterio, perché altrimenti è solo hating. E l’hating di un pezzo della nostra squadra del cuore è come la storiella del marito che, per fare un dispetto alla moglie… ecco, il resto lo sapete.