De Zerbi sembra uno che sta in bagno e gli aprono la porta. La stampa inglese scalda i motori

Il Tottenham ne perde due su due nonostante i 350 milioni spesi. Il Telegraph: "Jaissle del Newcastle sembra essere un allenatore con un piano ben definito". Il Guardian: "Puoi spendere quanto vuoi ma devi costruire una colonna vertebrale"

De Zerbi sembra uno che sta in bagno e gli aprono la porta. La stampa inglese scalda i motori

Marsiglia 30/09/2025 - Champions League / Marsiglia-Ajax / foto Imago/Image Sport nella foto: Roberto De Zerbi

Il Tottenham è partito col botto: due partite, due sconfitte, 5 gol subiti e 0 segnati (stile Fiorentina). Si vede già la mano di De Zerbi. La sconfitta maturata ieri contro il Newcastle ha già iniziato a scatenare la non propriamente tranquilla stampa inglese. De Zerbi può parlare quanto vuole di mancanza di coesione. Jaissle, nuovo tecnico proprio del Newcastle, ha avuto anche meno tempo per lavorare con la squadra (e soprattutto meno soldi per costruirla), eppure… Non solo ma il Newcastle ha venduto alcuni dei suoi pezzi pregiati (uno è proprio Tonali al Tottenham per 116 milioni di euro) mentre per De Zerbi hanno speso quasi 350 milioni di euro e presto supereranno quota 400.
Il punto del Telegraph e del Guardian.

De Zerbi, no excuses

De Zerbi Tottenham retrocessione

Si legge sul Telegraph:

“Era dal 1974 che una squadra del Tottenham non perdeva le prime due partite di campionato senza riuscire a segnare. L’entusiasmo estivo in questo angolo di nord Londra sta quindi già svanendo, accompagnato da una colonna sonora fin troppo familiare: i fischi dei tifosi di casa al Tottenham Hotspur Stadium.

Roberto De Zerbi, allenatore degli Spurs, può giustamente sostenere che servirà tempo affinché il suo nuovo gruppo sviluppi la coesione di cui ha bisogno. La realtà preoccupante per il Tottenham, però, è che il suo avversario ha avuto molto meno tempo per lavorare con i propri giocatori e molti meno soldi da investire per ridisegnare la rosa. Matthias Jaissle sembra essere un allenatore con un piano ben definito e con la capacità di trasmetterlo ai suoi giocatori.”

Non manca un riferimento a Tonali:

“Dei cinque nuovi arrivati scesi in campo per gli Spurs, Tonali è stato il meno efficace. L’italiano era stato sonoramente fischiato dai tifosi ospiti prima del calcio d’inizio e i Geordies al seguito aspettavano con evidente entusiasmo il suo primo errore.”

L’espressione dell’italiano

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Jonathan Liew sul Guardian non ci va tanto per il sottile:

“Il Tottenham è uno di quei club che, in realtà, non smette mai di farsi prendere dal panico. Va nel panico quando subisce gol e va nel panico quando segna. Va nel panico quando ha il pallone e va nel panico quando ce l’ha qualcun altro.

Ha un allenatore, Roberto De Zerbi, il cui volto evoca uno stato di allarme permanente, l’espressione di un uomo a cui qualcuno apre continuamente la porta del bagno mentre è dentro. Una volta sono persino riusciti a farsi strada nel panico fino a vincere l’Europa League. Per il tifoso degli Spurs perennemente sull’orlo di una crisi di nervi, questo club è meno una passione da custodire gelosamente e più un incubo che dura tutta la vita, interrotto da occasionali sostituzioni dettate dal panico.”

Porca paletta diremmo.

Anche il Guardian sottolinea che puoi acquistare chi vuoi e spendere quanto vuoi ma se non costruisci la colonna vertebrale di una squadra, non vai da nessuna parte.

Su come De Zerbi possa riuscire a risollevare una squadra fondamentalmente senza spina dorsale e segnata dai traumi non è dato saperlo. Per il Guardian, i calciatori sembrano addirittura non fidarsi nemmeno più dei propri corpi, traumatizzati dalla crisi di infortuni di due stagioni fa.

La chiosa:

Quanto dovrà peggiorare la situazione prima che migliori? I tifosi degli Spurs sono destinati a vivere un’altra stagione di malcontento e insofferenza, finendo per interessarsi in modo malsano all’ultimo risultato della Coventry Building Society Arena? L’istinto, per ora, è ancora quello di avere pazienza e aspettare che si sviluppi la chimica necessaria.

Ma cosa succederebbe se due sconfitte diventassero quattro, o sei? E se arrivasse novembre e il capocannoniere fosse ancora, in qualche modo, Richarlison con due gol? Come può un club così dipendente dal panico, quasi come da una medicina, riuscire a evitarlo?”