Napoli-Como, pagelle – Tre all’arbitro Manganiello, la mancata espulsione di Ramon alimenta complottismi di ogni tipo
Soprattutto dopo tre giorni di processi senza fine al rigore di Genova. Vergara torna a splendere. Olivera lento. Beukema più che sufficiente

Cm Como 24/08/2025 - campionato di calcio Serie A / Como-Lazio / foto Cristiano Mazzi/Image Sport nella foto: Gianluca Manganiello
Le pagelle di Napoli-Como di Coppa Italia, vinta ai rigori dal Como.
MILINKOVIC-SAVIC. Il ritorno infelice di Zio Vanja. Quasi inoperoso durante il tempo regolamentare (a parte un tiro di Vojvoda), le aspettative per il portiere serbo ai rigori erano messianiche e salvifiche. Invece ne para uno solo e finisce lì. Molto male per gli azzurri – 5,5
BEUKEMA. Sam l’Intruso, secondo la condanna contiana, stavolta fa più di un’onesta partita, con appena una cappellata sola soletta. E lì a destra sovente offende con profitto, al punto da fare al 64’ un traversone perfetto per il principe Rasmus. Roba che Na-Politano non riesce a fare da mesi… – 6,5
RRAHMANI. Quando il Comocesc delle meraviglie lascia il lago per il golfo di Napoli s’improvvisa sparagnino e risultatista e non tira quasi mai in porta. E’ la seconda volta in questa stagione. E questo è un altro merito del nostro rivoluzionario in panca. E così Amir vigila con temperanza senza rischi e pericoli – 6,5
JUAN JESUS. Il Comocesc riluttante – compreso il favoloso Nicopaz tutto una parola – restituisce tranquillità finanche a Giovannino Gesù dopo l’espulsione di Marassi – 6
MAZZOCCHI. Talvolta la volontà non è potere, ahinoi. La partita dell’amato don Pasquale è tutta qui, tra errori e Valle che se lo pazzea quasi sempre – 5
POLITANO dal 60’. Ha più di mezz’ora per contribuire a ribaltare il pareggio, ma il rientro di Na-Politano ha un ritmo soft, parecchio soft. Per non dire deludente – 5,5
ELMAS. Il Macedone del Nord oramai è lo Zelig di questo Napule dei reduci e combattenti. Trasloca nella terra di mezzo e puntella il Grande Architetto Lobo con intelligente foga. Talvolta dirige e gli va bene a metà, con vari errori negli appoggi. E’ l’azzurro che corre di più, anche se fa più di un chilometro in meno della media di McDomini nella passata stagione (meno di undici contro dodici). Segno che quest’anno l’emergenza perenne fa pure correre di meno – 6,5
LOBOTKA. Il secondo tempo del Napule è notevole per il ritmo (al solito, meno per le occasioni) e a scandire il gioco è sempre il Caro Lobo. Indi il destino che gli riserva la crudele Dispalla (Benni, non Brera) è quello di sbagliare il rigore decisivo – 6
OLIVERA. Matilento. Ma lento, lento, lento. Perdipiù causa pure il rigore. Davvero brutta la sua partita – 4,5
SPINAZZOLA. Tra i cinque che entrano, Zio Spina è l’azzurro che incide di più nell’offesa, dialogando pure con Lukakone Nostro – 6,5
VERGARA. Il Bell’Antonio ritorna a splendere dopo la prova opaca di Genova e segna il gol del pareggio con sicumera e freddezza da veterano. A volte dà la sensazione di percepirsi come uomo della Provvidenza e s’intestardisce nell’azione solitaria. Epperò finché è decisivo, sia che lucri rigori veri o fasulli sia che faccia gol, tutto è perdonato – 7
GUTIERREZ. Quell’aggancio al volo, con un sinistro Attack che incolla la pelota al piede, è indizio di un talento ancora ben celato e che solo a tratti (non stasera, però) abbiamo potuto ammirare. Forza Michelino, scetati – 6
HOJLUND. Il principe Rasmus trova sempre il modo di essere risolutivo. Sia quando provoca l’espulsione di Ramon che solo l’unico deputato a sancirla non vede. Sia quando manda in rete il Bell’Antonio – 6,5
LUKAKU dal 74’. Non merita la gogna per il rigore sbagliato. Quella è una lotteria che da quando il calcio è nato è governata da entità imperscrutabili – senza voto
GIOVANE. Sulle orme di Lang? – 5
ALISSON SANTOS dal 60’. Perde regolarmente palla. Epperò dimostra coraggio e nervi d’acciaio sul rigore. Speriamo – 5
CONTE. Stavolta è un’eliminazione a testa altissima, nelle condizioni date e note. Il suo sfogo in campo contro Manganiello, “Ci state massacrando”, introduce una questione vastissima, che farà discutere fino a domenica sera. In ogni caso che soddisfazione vedere Fabregas ridotto a fare il risultatista – 7
ARBITRO MANGANIELLO. Gli arbitri sono nel pallone ma, come lo sciagurato PataPetrecca di RaiSport, hanno protezione e impunità. L’errore umano mescolato con il Var sta dando forma a una sorta di autocrazia in cui bisognerebbe almeno separare le carriere di chi sta davanti al monitor e chi in campo. La mancata espulsione di Ramon (già al primo fallo, a dire il vero) è un clamoroso errore che alimenta il complottismo dei tifosi di ogni età e ogni ceto sociale, non solo populisti. Soprattutto dopo tre giorni di processi senza fine al rigore di Genova – 3











