Viviamo in un mondo in cui Alvini è considerato quasi superiore ad Allegri
Ieri il livornese ha impartito una lezioncina di calcio al collega. Repubblica sottolinea lo schieramento coraggioso del Napoli

Dc Frosinone 09/08/2026 - amichevole / Frosinone-Lazio / foto Domenico Cippitelli/Image Sport Nella foto: Massimiliano Alvini
C’era tanta tensione ieri sera al Maradona per Napoli-Frosinone. Come scrive Repubblica, con Marco Azzi, si respirava un clima da ultima spiaggia. Qualsiasi risultato diverso dalla vittoria avrebbe aperto il processo permanente a Massimiliano Allegri e ad Aurelio De Laurentiis per averlo preferito a Italiano. Il tecnico livornese è dipinto come un allenatore superato, quasi come uno che ha sbagliato lavoro. Come uno dei protagonisti di quelle storie: “si finge calciatore per dieci anni”, o robe simili. Viceversa uno come Alvini – bravo tecnico che però rispetto ad Allegri è uno scolaretto delle medie – da noi è dipinto come il nuovo che avanza, come uno stratega illuminato che meriterebbe ben altre piazze rispetto a Frosinone. Succede anche e soprattutto questo in Italia dove la narrazione calcistica è malata, afflitta da una patologia ahinoi cronica.
Nella realtà invece Allegri è un tecnico come pochi. E ieri sera lo ha dimostrato per l’ennesima volta. Ha rivoluzionato l’assetto tattico della squadra. Ha messo in campo il Napoli a fortissima trazione anteriore, ha convinto De Bruyne a giocare venti metri più dietro e probabilmente è la posizione ideale per il belga (anche se lui non la ama).

Il Frosinone di Alvini ci ha capito poco
Come scrive Repubblica:
“Gli azzurri sono stati rigenerati dalla sosta e dalla rivoluzione tattica di Allegri, la cui scelta di spedire in soffitta il 4-3-3 è stata subito premiata dai tre punti.
Sul Maradona aleggiava già un clima da ultima spiaggia e per questo Allegri ha trasformato la ripresa del campionato in un nuovo inizio, stravolgendo equilibri e assetto del suo Napoli. Difesa ibrida (a tre e mezzo) con l’arrembante Di Lorenzo a destra e l’esordiente Badiashile bloccato sull’altra fascia, mediana di qualità composta da De Bruyne e Lobotka e la fantasia di Neres e Lang al servizio di Hojlund”.
E il Frosinone del mago Alvini (Alvini e è un mago e Allegri è un brocco), come scrive Repubblica, “è andato subito in difficoltà nella fase di non possesso per la mancanza di punti di riferimento e l’inferiorità numerica in mezzo al campo”.