Neres e Lang il Pronto soccorso del Napoli: il bullo e lo schivo
Lang non tiene mai la bocca chiusa, polemizza sempre con Conte. Neres invece è schivo. Ma in campo il brasiliano è di un'altra scuola: quando si accende, si vede e si sente

Napoli's Brazilian forward #07 David Neres (R) celebrates with a teammate after scoring his team's second goal during the Italian Serie A football match between SSC Napoli and Atalanta BC at the Diego Armando Maradona Stadium in Naples, on November 22, 2025. (Photo by CARLO HERMANN / AFP)
Neres e Lang, di nuovo loro due. Gli uomini del Pronto Soccorso Napoli. Accadde lo scorso anno, dopo la disfatta di Bologna con Conte che minacciò le dimissioni dopo la celebre frase: “Io morti non ne accompagno”. E allora si rivolse ai rianimatori. L’olandese che fa un po’ il bullo, che non tiene mai la bocca chiusa. Che non perde occasione per ricordare che Conte gli ha fatto perdere un anno. C’è un conto aperto tra i due. L’olandese non tiene mai la lingua a freno. Per Conte, invece, ha risposto Ciro Ferrara. Ma quando era a Napoli, il tecnico salentino ne disse di cose: “È un bravo cantante” dichiarò in conferenza stampa in Olanda. Il brasiliano invece è il suo opposto. Parla poco, niente in italiano. Sembra schivo, almeno con i media. Fa parlare il campo, il suo magico sinistro. Non ce ne voglia Lang ma c’è tanta differenza tecnica tra i due. Neres quando si accende, sono fuochi d’artificio. Lang non sempre. Neres nuota veloce, Lang schizza più acqua.

Mg Milano 11/01/2026 – campionato di calcio serie A / Inter-Napoli / foto Matteo Gribaudi/Image Sport
nella foto: Antonio Conte
Lang e Neres, non è solo una questione di campo
La Gazzetta, con Vincenzo D’Angelo, sottolinea che c’è anche un lato umano in questa vicenda:
“Neres e Lang hanno cambiato il Napoli perché prima di tutto sono cambiati loro: mentalmente più connessi e concentrati, fisicamente più brillanti e tonici. E tatticamente, pienamente dentro al nuovo Napoli. Che ha sfruttato al meglio lo spazio che gli ha concesso il Frosinone, anche perché è stato capace di aggredire e ripartire alto come non si era mai visto prima. Un 3-4-2-1 diverso, molto più offensivo di quelli del passato. Con i due fantasisti bravi ad aprirsi, a sfruttare l’ampiezza per puntare e creare superiorità numerica”.