Mourinho “l’ultima personalità davvero trascendentale in Serie A”: a Roma è stato oggetto di culto tottiano

Il graffitista Drugi gli ha dedicato un'opera nei pressi dello Stadio Olimpico. Athletic descrive l'aura che emanava il tecnico per i tifosi della Roma e il culto simile a quello avuto per Totti.

Mourinho “l’ultima personalità davvero trascendentale in Serie A”: a Roma è stato oggetto di culto tottiano

Roma 07/01/2024 - campionato di calcio serie A / Roma-Atalanta / foto Image Sport nella foto: Jose’ Mourinho

Questa sera la Roma affronterà il Real Madrid in Champions. Sarà l’occasione per José Mourinho di tornare all’Olimpico dopo aver lasciato il club nel 2024 e aver vinto la Conference League con i giallorossi.

Il legame indissolubile tra Mourinho e la Roma

Athletic ha raccontato il legame tra il tecnico portoghese e la Roma che si è creato in tre anni e che perdura:

Prima del ritorno di Mourinho nella Città Eterna con il Real Madrid, il graffitista Drugi si era messo al lavoro su uno dei muri nei pressi dello Stadio Olimpico. L’opera raffigura Mourinho, leggermente curvo, mentre sorride a un bambino con i colori della Roma. I due si tengono per mano e il ragazzino, simbolo di una nuova generazione di tifosi giallorossi, stringe sotto l’altro braccio il trofeo della Conference League.

 

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Anche secondo i suoi stessi parametri, Mourinho è una figura ingombrante a Roma. L’adorazione di cui è stato circondato spiega, almeno in parte, le lacrime versate a Tirana [dopo la finale di Conference quando la Roma vinse col Feyenoord, ndr]. Per lui, i tifosi della Roma non sono speciali per caso o per convenienza. Sono gli Speciali. Forse perché il suo arrivo era stato del tutto inaspettato, tanto da sorprendere persino gli onniscienti esperti di calciomercato italiani, i tifosi della Roma hanno vissuto la sua avventura nella capitale in uno stato di continua incredulità. Così, nell’incredulità generale, i tifosi della Roma si erano rapidamente lasciati trascinare dall’entusiasmo, come spesso accade.

Dopo sessant’anni, il tecnico aveva portato ai giallorossi un trofeo europeo e l’anno successivo li aveva condotti fino alla finale di Europa League, dove persero col Siviglia. E da lì tutto cambiò.

Continua Athletic:

Per i tifosi della Roma, quella è la finale ‘rubata’. La Roma non esonerò Mourinho prima di altri sei mesi, ma quando arrivò il licenziamento il portoghese era fermamente convinto di essere stato mandato via perché “dovevo pagare per quello che era successo all’aeroporto“. Durante tutta la sua esperienza in giallorosso, il comportamento di Mourinho, del suo staff e dei giocatori aveva lasciato anche qualche retrogusto amaro. Come gruppo, avevano spinto i limiti sempre più in là, cercando di compensare una competitività inferiore rispetto alle migliori squadre italiane ed europee anche attraverso comportamenti talvolta scorretti. Finché il fine giustificava i mezzi, tutto era accettabile.

Ma non raggiungere la Champions League, perdendo la finale di Europa League, e chiudere per due stagioni consecutive al sesto posto in Serie A non era, alla fine, sufficiente. Mandarlo via richiese coraggio. Il culto di Mourinho era così forte a Roma che, a volte, diventava difficile distinguere — come era accaduto verso la fine dell’esperienza di Francesco Totti — se i tifosi andassero all’Olimpico per sostenere una squadra o una singola persona. Mourinho aveva assunto lo status di Imperator. L’unico modo per rendere accettabile la sua cacciata era ingaggiare al suo posto una leggenda del club: Daniele De Rossi.

L’arrivo di Gasperini

Gasperini

Athletic scrive che Gasperini è riuscito poi dove Mourinho e altri ex tecnici giallorossi avevano fallito, ovvero la qualificazione in Champions al primo tentativo:

Nessuno può sminuire la conquista della Conference League e la successiva parata celebrativa. Dal punto di vista economico, tuttavia, il risultato più importante appartiene a Gasperini. In questo momento, la Roma trasmette una sicurezza che nasce dalla convinzione di essere più vicina alla vera dimensione di una grande squadra di quanto non lo sia stata nell’ultimo decennio.

Ma un’aura come quella di Mourinho non ce l’ha nessuno. È l’ultima personalità davvero trascendentale ad aver lavorato in Serie A. Negli ultimi cinque anni, nessuno è riuscito come lui ad attirare l’attenzione internazionale sul calcio italiano. È significativo, inoltre, che nemmeno il lavoro di Gasperini abbia portato i tifosi a rivedere il giudizio sull’era Mourinho. Non si fermano a riflettere sul fatto che Mourinho possa aver limitato la squadra, nonostante i recenti progressi ottenuti con un nuovo allenatore e con un gruppo di giocatori sostanzialmente simile. Questo dimostra quanto sia incondizionato il rapporto tra l’ex tecnico giallorosso e i romanisti.