Mourinho: “A Roma sono stato ucciso dalla Uefa per l’arbitro Taylor”
Al CorSport: "La Uefa mi ha fatto pagare un incidente del quale non ero responsabile, quello che era successo all’aeroporto. Mia responsabilità erano gli insulti a Taylor nel garage".

Cm Torino 21/01/2026 - Champions League / Juventus-Benfica / foto Cristiano Mazzi/Image Sport nella foto: Jose' Mourinho
Josè Mourinho si prepara ad affrontare la Roma, sua ex squadra, in Champions League mercoledì. Il tecnico del Real Madrid, nell’intervista rilasciata al Corriere dello Sport, a firma del direttore Zazzaroni, ha parlato del suo ritorno in Spagna e del ricordo che ha dei giallorossi.
Mourinho: “Inizialmente non pensavo fossero veri i rumors sul mio ritorno al Real Madrid”
“Quando ho saputo che il Real mi voleva? Di solito si parte dal contatto e poi iniziano i rumours. Qualcuno si lascia sfuggire qualcosa da una parte, o dall’altra, la voce si alimenta di conseguenza. Nel mio caso è successo esattamente il contrario. I rumours hanno preceduto i contatti. Allenavo il Benfica, felice, è un club speciale per me. Ero a dieci minuti da casa, non mi succedeva da vent’anni. Il club aveva bisogno di fare un salto. Pensavo che sarei rimasto per tutta la durata del contratto. Tre anni. Ho pensato che fossero solo voci. Il Real Madrid aveva cambiato l’allenatore a metà stagione, era entrato Arbeloa. Le cose non andavano bene, però nessuno aveva parlato con me…
Il mio rapporto con il Real è nato tredici anni fa. Siamo rimasti in contatto anche dopo che me ne sono andato. C’è amicizia, siamo legatissimi. Quando Carlo [Ancelotti, ndr.] era qui, il nostro rapporto non autorizzava sospetti, Carlo sapeva che gli sono amico e del mio legame col presidente Florentino, non aveva niente da temere. Quando hanno iniziato a parlare del mio ritorno ho pensato che non ci fosse nulla di vero. Testa al Benfica“.

Il tecnico fu uno dei testimoni dell’episodio spiacevole avvenuto tra Gianluca Prestianni e Vinicius Jr (l’argentino fu accusato di razzismo e omofobia): “È stata molto dura, dura per tutti. Ora che sono stato di là e sono di qua, ho capito tante cose. Prestianni è stato squalificato e non per razzismo. Io sono stato ucciso dall’opinione pubblica, principalmente da tanti opportunisti per una situazione assolutamente incontrollabile. Hai un giocatore che nega di aver detto certe frasi e nessuno ha le prove che le abbia pronunciate. Non potevo stare da una sola parte. Qualsiasi cosa avessi detto sarebbe stata mal giudicata. Quello che conservo di buono di questa storia è che al Benfica avevo un ragazzo fantastico e al Real ne ho conosciuto uno d’oro“.
Il tecnico del Real: “A Roma sono stato ucciso dall’Uefa, i tifosi mi hanno capito subito”
Sulle sue ex squadre: “Ho un rapporto molto speciale con praticamente tutti i miei ex club. Quasi tutti. Il Tottenham è stato nel periodo del Covid, zero connessione umana, stadio quasi sempre vuoto. Non c’è stata interazione con la gente. Con tutti gli altri mi sono sempre sentito a casa, ogni esonero non è stato accompagnato da una mia parola negativa. Mai. Sai quanto mi ha fatto male al cuore dover lasciare la Roma. Il giorno che sono sceso dall’aereo c’erano mille persone ad attendermi. Ho pensato che non avevo ancora fatto niente, non avevo giocato una partita, preso un punto. Non meritavo quella accoglienza. Ma Roma è così, l’ho notato dopo. Loro hanno capito che non mi sono mai preoccupato di me stesso, della mia immagine, non ho mai curato la relazione con la proprietà, con la politica del calcio, con la stampa“.

Ha continuato in merito all’avventura nella Capitale: “I romanisti hanno visto che per me esisteva solo una cosa ed era la Roma, erano loro. Ho lottato, ho dato tutto. È vero che abbiamo vinto una competizione che per un club che vince tanto ha un valore minore, però per uno non abituato a vincere ha un grandissimo significato. Al punto che l’altro giorno un procuratore amico mio è andato a Trigoria e ha fatto la foto dell’ingresso. C’è sempre quella coppa. Dopo la finale di Budapest, il punto massimo di questa connessione con i tifosi, siamo andati in vacanza e quando sono tornato ero già morto. Ucciso dall’Uefa che mi ha fatto pagare un incidente del quale non ero responsabile, quello che era successo all’aeroporto. Mia responsabilità erano gli insulti a Taylor nel garage“.