Lasciare fuori Lobotka rivela il coraggio e la visione di un grande allenatore quale è Allegri

Non so se è superiore la mossa tattica o la capacità di convincere un campione scorbutico come De Bruyne a giocare in una posizione che non gradisce. La risposta ai tanti esperti da bar

Lasciare fuori Lobotka rivela il coraggio e la visione di un grande allenatore quale è Allegri

Napoli's Italian Head coach Massimiliano Allegri gestures before the Italian Serie A football match SSC Napoli vs Bologna FC 1909 at the Diego Armando Maradona Stadium in Naples on September 13, 2026. (Photo by CARLO HERMANN / AFP)

Quando ho letto la probabile formazione del Napoli sono rimasto esterrefatto. Credo come la gran parte dei tifosi azzurri. E più in generale degli appassionati di calcio. Contro il Bodo, in una partita da ultima spiaggia, una rivoluzione copernicana. Fuori Lobotka da tutti considerato irrinunciabile. Al suo posto Kevin De Bruyne. Coraggio o disperazione mi sono chiesto? Si trattava di una rivoluzione copernicana perché lo slovacco da anni era considerato il metronomo della squadra e a nessuno sarebbe venuto in mente di schierare un Napoli senza di lui. E invece Allegri lo ha fatto. Piazzando De Bruyne a fare il play. In una posizione nella quale il campione belga non ama giocare.

Lobotka garantisce di più in copertura ma De Bruyne ha un’altra visione

Quindi la scelta di Allegri ha una doppia valenza. In primis di carattere tattico. In secondo luogo dimostra quanto forte sia la sua personalità da convincere un campione, caratterialmente scorbutico, come De Bruyne a giocare in una posizione nella quale non gradisce essere impiegato. Ed alla fine il risultato ha premiato il tecnico. Altro che disperazione mi sono detto. Bensì rischio ragionato.

Lobotka

Il Napoli non aveva alternative alla vittoria. E quindi Allegri ha preferito il belga ad avviare il gioco davanti alla difesa. Cosa che egli ha fatto in maniera sublime. Sinceramente sono rimasto molto sorpreso dalla qualità della prestazione di De Bruyne e dalla sua obbedienza ai dettati del tecnico. Ma io non sono Allegri. E non vedo le cose che Allegri vede e prevede. Certamente il calciatore slovacco garantisce di più in fase di copertura. Con i suoi raddoppi. E la sua capacità di interrompere le linee di passaggio. Ma in fase di impostazione non c’è partita. Con De Bruyne si risparmiano uno o due tempi di gioco. E la palla può viaggiare con i giri contati a 30 o 40 metri. Dando alla squadra, e ai suoi attaccanti, quella profondità che fino ad oggi era mancata.

La risposta del tecnico agli esperti da bar

Il Napoli in questo momento vede infortunati simultaneamente Vergara, Nères, Alison e Favasuli. E cioè i quattro giocatori in grado di strappare conferendo accelerazione e velocità alle giocate. E così Allegri con la sua scelta di grande intelligenza ha rimediato, evitando che la palla ristagnasse nella metà campo azzurra in uno snervante tic toc. A seguito della quale essa supera la metà campo quando la difesa avversaria è completamente schierata. Per carità. Non è che tutti i problemi siano risolti. Certamente la fase difensiva lascia molto a desiderare. Il Napoli è troppo morbido e penetrabile nella trequarti campo. E i difensori non mordono. Cosicché gli avversari vanno in rete con troppa comodità.

Vergara

Così come non è affatto detto che De Bruyne possa reggere moltissime partite. E siamo ancora in attesa del miglior Anguissa. Mentre sembra già (miracolosamente) irresistibile Scott McTominay. Ma al di là della scelta del belga come play più in generale Allegri ha deciso per un centrocampo fisico nel quale la stazza dei tre protagonisti si facesse sentire. Ma la notizia più importante è stata il coraggio (e la lucidità) di Allegri. Che ha risposto con straordinaria sapienza calcistica (per noi non è una sorpresa) alle decine e decine di esperti da bar che suggerivano estrosi interventi tattici quando non richiedevano la sua sostituzione.

Il Napoli è tornato grande? Questo non ci sentiamo di dirlo. Ma ci sentiamo di chiedere più fiducia e rispetto per un tecnico la cui storia non può lasciare adito ad alcun dubbio.