De Bruyne alla Pirlo: disegna a piede libero
McTominay liberaci dal male. C'è spazio anche per Giovane che segna di garra il 4-2. Allegri ha dimostrato che sa ancora incidere.

Dc Napoli 10/10/2026 - campionato di calcio serie A / Napoli-Frosinone / foto Domenico Cippitelli /Image Sport nella foto: esultanza gol Kevin de Bruyne
A ‘sto giro potevamo chiedere ai norvegesi – date cause e pretesto – di portarci un paio di quintali di baccalà, visto i tempi chissà a dicembre se ci arriviamo. Il Napoli atterra a Fuorigrotta e noi atterriamo a casa. W le proteste degli autotrasportatori. Pronti, partenza, via: Matteo lancia una sedia in porta. Uno a zero. Kevin alla Pirlo è quello che si merita chi ama il calcio, per il pallone ci sono gli oratori. Disegna a piede libero: a tratti potrebbe trovarsi a Montmartre a farti un autoritratto o al molo ad indicarti la rotta. Troppo veloce per tanti, troppi. Rasmus spreca; Lang pure. Loro no: Hauge pareggia. Sembra il remake di Villarreal. Ma Kevin stavolta imbuca per il Re ed il Re non tradisce il popolo. Due a uno: Scott liberaci dal male.
Politano pennella e Scott the King segna
Secondo tempo e secondo copione recitiamo a braccio. Signore e signori io sono un istrione, Monsieur Aznavour al servizio del Napoli. Spina e GioGio fanno calciare in porta. Due a due. Ma perché? Perché? Loro palleggiano, si piacciono, ci pensa il Maradona o forse proprio Lui (40 anni fa faceva il suo esordio tra i professionisti) a fischiare e ad alzarci. Palla recuperata, cross di Matteo riproduzione originale e chi? Chi? Svetta sopra ogni nuvola a portarci un po’ di sole? Il King. Perché in fondo tra Lancaster e Fuorigrotta ci passa solo un filo. Se chiudiamo gli occhi vediamo i parcheggiatori in kilt. Non è finita perché siamo il paradosso allegriano: a furia di demonizzare il corto muso ci stiamo convertendo a Zemanlandia. Entra Giovane e subito ci sovviene che è brasiliano e pertanto qualcosa deve pure tenere dentro questo benedetto ragazzo. Come diceva Totò a Peppino: “Tu puoi essere un Buonarroti e non lo sai”. Ecco, così Giovane, di garra, strappa la palla, si invola, cerca l’assist, trova il gol: è liberazione, finalmente. Due gol avanti. Macché? Regaliamo pure il terzo gol. Ma è troppo tardi, stavolta, per intossicarci.
Se ami, sai che qualunque torto subisci hai solo voglia di chiudere tutto con un abbraccio. Il Napoli vince finalmente in Champions. I guai non sono spariti, così come i tormenti, ma era importante vincere. Vincere in qualunque modo. Soffrendo, ma dimostrando di voler restare aggrappati alla marea — a quella scia che indica Kevin e che porta dritti nel Regno di Scott, il numero primo del Napoli: non divisibile, ma fondamentale. Allegri ha dimostrato che sa ancora incidere. Mescola, rattoppa, ci prova con il materiale a disposizione. Questa è la realtà e la realtà impone di stringerci e crederci; crederci e stringerci. Kevin indica, The King troneggia, ora serve solo capire che esistiamo anche noi.