Il Times paragona lo scandalo City alla Juventus di Moggi e Calciopoli: la Premier ora è marchiata per sempre

Il Times parla delle scorie lasciate in Serie A dallo scandalo del 2006 e cita direttamente la Juventus: "È l'unico termine di paragone per ciò che sta accadendo. Per il City e la Premier, l’amarezza potrebbe essere soltanto all’inizio."

Il Times paragona lo scandalo City alla Juventus di Moggi e Calciopoli: la Premier ora è marchiata per sempre

Manchester City's Spanish manager Pep Guardiola and Manchester City Emirati chairman Khaldoon al-Mubarak react following the presentation ceremony following the English Premier League football match between Manchester City and West Ham United at the Etihad Stadium in Manchester, north west England, on May 19, 2024. Manchester City created English football history on Sunday, beating West Ham 3-1 to win an unprecedented fourth straight Premier League title. (Photo by Oli SCARFF / AFP) / RESTRICTED TO EDITORIAL USE. No use with unauthorized audio, video, data, fixture lists, club/league logos or 'live' services. Online in-match use limited to 120 images. An additional 40 images may be used in extra time. No video emulation. Social media in-match use limited to 120 images. An additional 40 images may be used in extra time. No use in betting publications, games or single club/league/player publications. /

Da quel fatidico giorno di fine settembre, che ha sancito la colpevolezza del Manchester City, reo di aver violato ben 114 regole finanziarie della Premier League, in Inghilterra non si parla d’altro. Gli inglesi, notoriamente, ci tengono alla vittoria cristallina e l’opinione pubblica è avida di comprendere il quadro completo. Dunque, dalla monografia di Rui Pinto, l’hacker che dal 2015 in poi ha rivelato i segreti più succosi di diversi top club europei, alle possibili sanzioni a cui potrebbero andare incontro i Citizens, non poteva mancare un riferimento, nemmeno tanto velato, alla Juventus. Il Times si chiede quale sarà il futuro della Premier League e del City, basandosi sullo scandalo di Calciopoli. I dettagli.

Calciopoli, l’unico vero termine di paragone per il City

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Il pezzo del Times si apre con la reazione di Ibra alla retrocessione della Juve. Il racconto vuole che lo svedese si rifiutò di disputare altre partite con la maglia bianconera, non volendo giocare in Serie B. Quando Deschamps andò in camera sua intimandogli di raggiungere la squadra, Zlatan non alzò nemmeno lo sguardo.

Poi, la spiegazione sull’univo vero termine di paragone:

“La crisi che travolse la Juventus in Italia due decenni fa è l’unico vero termine di paragone per quella che sta affrontando oggi il Manchester City. Come il City, la Juventus era un club d’élite del calcio europeo, cresciuto grazie a successi costanti e arricchito dalla presenza di alcuni dei calciatori più titolati al mondo. Come il City, la Juventus finì poi macchiata da accuse di frode e screditata da dirigenti che si ritenevano intoccabili. Il fatto che rancori, risentimenti e conseguenze economiche continuino a pesare sul calcio italiano a vent’anni di distanza potrebbe persino rappresentare un monito.”

Ovviamente, le violazioni dei due club differiscono e resta da capire se i Citizens riceveranno una punizione paragonabile a quella inflitta alla Juve, a cui, ricordiamo, furono revocati due scudetti (quello del 2005-06 fu assegnato all’Inter) e che venne retrocessa in Serie B. Dunque, il potenziale di quella Juve e le sue vittorie furono oscurati per sempre. Il Times fa poi un lungo recap di Calciopoli, citando le intercettazioni, il caso Paparesta e la clamorosa telefonata di moggi al Ministro dell’Interno per far disputare comunque la partita contro la Fiorentina (Giovanni paolo II era in fin di vita e diversi match di Serie furono rinviati). Insomma, la storia la sappiamo.

Un rancore difficile da estirpare

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Il Times dimostra di conoscere bene le ferite del calcio italiano, soffermandosi su quello che è il nocciolo della questione: il veleno. Sono passati ormai vent’anni, ma il calcio italiano non si è mai liberato dalle scorie di quell’anno. Tra scudetti di cartone e trofei esposti con fierezza da Inter e Juve, il Bel Paese è ancora cristallizzato su quel tema. Ecco, e se al City accadesse lo stesso? Liberarsi dall’ombra nera gettata da un simile scandalo sarebbe praticamente impossibile.

La chiosa:

“La ripresa della Juventus, più in generale, e quella del calcio italiano nel suo complesso sono questioni meno semplici da valutare. Nel 2006 la Juventus era il terzo club più ricco al mondo; vent’anni dopo, secondo Deloitte, era scesa al sedicesimo posto. Le presenze negli stadi italiani sono diminuite e gli incassi delle partite sono calati, ma il declino è stato tanto una questione di immagine quanto di finanze.

La Serie A faticava a liberarsi dell’ombra dello scandalo, proprio mentre la Premier League si promuoveva in tutto il mondo e la Liga inaugurava una super-era dominata da Lionel Messi e Cristiano Ronaldo. Per il Manchester City e la Premier League, l’amarezza potrebbe essere soltanto all’inizio.”