Il nervosismo di Allegri sui moduli (“discorsi da bar”) è figlio delle invasioni di campo di De Laurentiis?

Il Corsera lo lascia intuire: " Max non fa i suoi esperimenti con suggerimenti tattici che arrivano da oltre il perimetro del campo". E ancora: "a ciascuno il suo"

Il nervosismo di Allegri sui moduli (“discorsi da bar”) è figlio delle invasioni di campo di De Laurentiis?

Massimiliano Allegri, coach of Napoli, and Aurelio de Laurentiis, owner of Napoli, attend a press conference for the new SSC Napoli head coach at Teatro di San Carlo on July 14, 2026 in Naples, Italy. (Photo by Ciro De Luca/NurPhoto) (Photo by Ciro De Luca / NurPhoto via AFP)

Massimiliano Allegri ascolta, ma decide da solo. È il ritratto che ne fa Monica Scozzafava, inviata del Corriere della Sera a Vila-real, alla vigilia di Villarreal-Napoli. Il punto di partenza è la frase di De Laurentiis, che ritirando il Collare d’Oro al Coni aveva commentato la difesa a tre con un “finalmente”. La giornalista scrive che Allegri è un uomo che conosce il mondo, e che

“non fa i suoi esperimenti con suggerimenti tattici che arrivano da oltre il perimetro del campo”.

Allegri e la risposta al presidente

La conferma è arrivata dallo stesso allenatore, in conferenza stampa. Alla domanda sul modulo ha risposto così:

“Parlare di moduli, di numeri è riduttivo per una partita di calcio, questi sono discorsi da bar. Il presidente ha visto una bella partita sabato scorso, ma questa è una gara diversa”.

“A ciascuno il suo”, commenta Scozzafava. Il presidente fa il presidente, l’allenatore fa l’allenatore. È lo stesso concetto che il Napolista aveva titolato ieri sera: quelli sui moduli “sono discorsi da bar”.

Allegri

“Aziendalista”, ma a modo suo

Questo non fa di Allegri un ribelle. Il Corriere della Sera lo definisce senza giri di parole: “Aziendalista, Allegri”. Al presidente, scrive la giornalista, deve la forza della squadra che gli è stata messa a disposizione, e cerca di farla rendere al meglio usando tutti, al netto degli infortuni. È una razionalizzazione delle risorse, “ed è qui che Max fa il mago”. È l’idea che avevamo riassunto con un’altra immagine: gli scarti del frigo che diventano un piatto squisito.

Le sue istruzioni ai giocatori sono volutamente semplici: “Grande ordine, sbagliare il meno possibile, giocare bene a calcio“. Sembrano ovvietà, osserva Scozzafava, ma il legame che ha costruito con la squadra è fatto proprio di queste cose.