Gasperini soffre maledettamente l’amore di Roma per Mourinho, grottesca quella frase sui gol da corner

Le diamo una notizia caro Gasperini: sì, valgono anche i gol da calcio d'angolo. Se Gasp non avesse tolto i due centrali, forse la Roma non avrebbe preso tre gol fotocopia in sette minuti. Mourinho non l'avrebbe mai persa così

Gasperini soffre maledettamente l’amore di Roma per Mourinho, grottesca quella frase sui gol da corner

As Roma 14/10/2026 - Champions League / Roma-Real Madrid / foto Antonello Sammarco/Image Sport nella foto: tifosi Roma

Caro Gasp, diciamocelo chiaramente e senza troppi doppi sensi: l’hai persa tu, altro che aver surclassato l’avversario. Sentire le dichiarazioni del post-partita fa quasi tenerezza, perché ascoltare un allenatore della tua esperienza filosofeggiare su quanto siano stati bravi i ragazzi o su come si sia giocato alla grande contro i mostri sacri porta dritti a un errore di fondo imperdonabile: il calcio non è la boxe e ai punti non si vince mai. Non esistono giudici di sedia a premiare la bellezza dei passaggi o la poesia del fraseggio e il Real Madrid gioca in questo modo da sempre, sornione, incassa, soffre, ti lascia credere di essere diventato un gigante e poi, quando meno te lo aspetti, in sette minuti cancella le metafore, strappa la poesia e trasforma la serata in un perfetto elogio funebre. Per non parlare della frase “valgono anche i gol su calcio d’angolo”. Scusi Gasperini, vorrebbe farli valere la metà?

Damascelli Gasperini

Mourinho non l’avrebbe mai persa così

Sia chiaro, nessuno nega la differenza abissale di fatturato o la forza spaventosa di una panchina da cui Mou ha potuto buttare dentro gente come Bernardo Silva, Arda Güler, Endrick o Carreras (che non è proprio Molina) e soprattutto Espi, ma la remuntada l’ha resa possibile prima di tutto la gestione del match, a partire dall’uscita simultanea di Mancini ed Hermoso che ha spalancato una voragine in cui i Blancos hanno sguazzato con la solita cinica ferocia.

E poi diciamoci la verità fino in fondo: forse un po’ meno smania di “surclassare” l’avversario avrebbe persino risparmiato le fatiche e i muscoli di Koné e Dybala, stremati da ritmi insostenibili. Con due gol di vantaggio a dieci minuti dalla fine, un tecnico come Mourinho non l’avrebbe mai e poi mai fatta riaprire quella partita, avrebbe eretto un muro, azzerato ogni rischio e portato a casa il risultato con la solita, spietata concretezza.

Malen

La sensazione forte, ascoltando le ultime uscite in conferenza stampa, è che Gasperini soffra maledettamente l’ombra e l’immagine quasi sacra che Mourinho continua ad avere a Roma, quell’aura da vincente nativo che prescinde dal bel gioco (la Roma di Gasperini ha speso molto di più della Roma di Mourinho); ma il calcio dei grandi è materia spietata e farsi ribaltare in sette minuti non è ammissibile né accettabile, men che meno se accompagnato dalla prosopopea orgogliosa e dalle scuse da settore giovanile sfoggiate a fine partita. Servono i tre punti, la malizia, la gestione cinica del momento e la capacità di proteggere il risultato: tutto il resto sono favole per chi si accontenta delle belle figure, ma nel calcio vero contano solo i tabellini e a questi livelli alle favole non ci crede più nessuno. Mou surclassa Gasp: non per nulla è Special-e.