Essere Massimiliano Allegri: fa esordire Giovane in Champions (ma non era il brontosauro?)

Stasera il brasiliano esordirà in Champions. Sabato ha mandato in campo Badiashile. Allegri ha il coraggio dei grandi, non cerca il consenso. Se ne frega del chiacchiericcio dei somari

Essere Massimiliano Allegri: fa esordire Giovane in Champions (ma non era il brontosauro?)

Cm Bergamo 22/02/2026 - campionato di calcio Serie A / Atalanta-Napoli / foto Cristiano Mazzi/Image Sport nella foto: Giovane

L’hanno descritto come il brontosauro del calcio italiano, anzi mondiale. L’allenatore contro i giovani. Solo perché ha ricordato che Vergara (CHE GIOVANE NON È, A GENNAIO COMPIRÀ 24 ANNI) non aveva nemmeno giocato 15 presenze in Serie A. E infatti è un traguardo che ha toccato solo quest’anno contro il Bologna (peraltro è stato sostituito alla fine di un deludente primo tempo). Per aver ricordato che quindi non era su Vergara che doveva poggiarsi il carico di aspettative, è stato come al solito subissato da critiche dalla carovana di ignorantoni alla conquista di like e consenso sui social.

Allegri ha spalle larghissime, un sistema nervoso solido e un innato disinteresse per le chiacchiere da bar che lo perseguitano ormai da un decennio.

Vergara

Allegri ha il coraggio dei grandi

La realtà racconta tutt’altro. Racconta che Allegri è un allenatore coraggioso, innovativo e che si fida del proprio istinto. Non esita a buttare nella mischia un calciatore che in settimana lo ha impressionato, che ha lavorato bene e che ha mostrato evidenti miglioramenti. Il suo credo è quello di buttare il bambino in mare, così impara a nuotare. Lo ha fatto con Badiashile a Milano e lo hanno fatto a pezzi. Un mese dopo, cioè l’altro giorno, Max ha fatto autocritica (caratteristica propria dei grandi). Ha detto che ha sbagliato non tanto a far entrare il francese ma a cambiare ruolo a tutti i difensori in campo. Ha creato confusione ed è finita com’è finita.

Sabato sera Badiashile era di nuovo titolare, contro il Frosinone. E parliamo di un calciatore in prestito, che era stato fermo sette mesi, vittima di continui infortuni.

Fagioli euro2024

Giovane subito in mare aperto

Sempre sabato, al minuto 72 di Napoli-Frosinone, sul risultato di 2-0 (quindi a partita ancora aperta), ha spedito in campo il brasiliano Giovane su cui il Napoli ha investito a gennaio scorso. Manna lo ha pagato venti milioni di euro. È un calciatore dotato tecnicamente, non è una prima punta. Tecnicamente è una seconda punta e non a caso stasera Allegri dovrebbe farlo giocare titolare al fianco di Hojlund. Lo scorso anno Giovane ha giocato solo due volte titolare: una contro il Milan, da falso neve, e l’altra contro il Bologna . Non ha neanche un minuto in Champions League. Ma il livornese lo ha visto bene sia in allenamento che in partita (perché Giovane ha poi servito a De Bruyne l’assist per il 3-0 finale). E stasera lo manda in campo dal primo minuto.

Allegri ha il coraggio dei grandi, non cerca il consenso. Si fida di sé, della proprie sensazioni e di quelle dei suoi collaboratori. I calciatori li sente. A ciascuno concede le proprie chance. Senza guardare la carta d’identità. Come ha fatto lo scorso anno al Milan con Bartesaghi. Ma potremmo continuare con decine di esempi nella sua carriera: da Fagioli a Miretti, tante per fare due esempi. E in una squadra come la Juventus, non in una neopromossa. Ma tanto nulla cambierebbe.