De Laurentiis: “Rizzetta mi ha offerto 2,2 miliardi per il Napoli, ho rifiutato! Se vendessi meglio ad un napoletano che ad un americano”
Il presidente racconta la trattativa con Rizzetta, mai arrivata alla due diligence. E sul futuro: "Se un napoletano avesse voglia di sostituirmi tra 2, 3 o 5 anni bene".

Db Riyadh 18/12/2025 - Supercoppa Italiana / Napoli-Milan / foto Daniele Buffa/Image Sport nella foto: Aurelio De Laurentiis
Aurelio De Laurentiis smentisce la vendita del Napoli. Stamattina Repubblica aveva scritto che il presidente aveva messo il club in vendita per 2 miliardi e che era ripartita la trattativa con Matt Rizzetta, il presidente del Napoli Basket. Poche ore dopo, in diretta a Radio Kiss Kiss Napoli, De Laurentiis ha raccontato la sua versione: le offerte ricevute, il motivo dei no, e anche a chi lo venderebbe, se un giorno decidesse di farlo.
De Laurentiis: “Gli arabi mi offrirono 3 miliardi e mezzo”
“Il Napoli non è in vendita! Gli arabi mi offrirono 3 miliardi e mezzo, ma io non volevo andare in pensione. Il cinema so ancora farlo e il calcio che non sapevo farlo ho imparato a farlo nonostante le mille difficoltà. Il calcio è vecchio e andrebbe rivisitato per essere liberato dal gioco di chi non ha squadre e ci conduce giorno per giorno”.
La trattativa con Rizzetta
Poi il racconto dei contatti con Rizzetta, che ieri aveva detto di essere “onorato” all’idea di diventare presidente del Napoli:
“Circa un anno fa ricevo una richiesta di incontro da Matt Rizzetta che non conoscevo, per educazione ho risposto. Mi ha introdotto ad un paio di fondi che lui rappresentava, volevano comprare il Napoli. È accaduto tra febbraio e marzo dello scorso anno. Abbiamo messo i loro avvocati e i nostri avvocati per confrontarsi. Volevamo fare una valutazione anche per capire cosa ci fosse dietro tramite una due diligence che non è mai iniziata. Loro volevano pagare di questi 2 miliardi una parte alla firma e un’altra nei successivi tre anni. Prima mi è stato detto che io avrei dovuto gestire, fino a ridurre questo ruolo e diventare alla fine presidente onorario. Io ho chiesto garanzie per far continuare questo lavoro dopo 22 anni di azienda. Io avevo un dovere verso i tifosi del Napoli che sono in tutto il mondo”.
“Ho scoperto che i tifosi del Napoli sono ovunque in tutto il mondo, addirittura 30mila a San Pedro. Abbiamo fatto molti passi in avanti con le maglie e tanto altro. Io che garanzie avevo nel cedere il Napoli senza restare al comando? I soldi sono importanti, ma sono l’ultima cosa. Matt Rizzetta mi ha detto di avere due, tre fondi alle spalle ma dei 2 miliardi sarebbero arrivati durante gli anni e non subito”.
È proprio il punto che stamattina raccontavamo: De Laurentiis i due miliardi li vuole tutti insieme, non dilazionati.
Lo stadio e un erede napoletano
“Matt Rizzetta mi chiede di venire a vedere il Napoli e io sono felice di ospitarlo, lui mi ha ospitato in America a vedere una partita di basket. Quando mi parla della cessione del Napoli gli dico di non ricominciare con questa telenovela. Io voglio fare lo stadio, servirà un grande impegno anche fisico. Lui probabilmente avrebbe accettato il Maradona. Con un nuovo stadio al posto del Maradona sarebbe bello fare un grande parco pieno di verde. Per il momento non ho deciso di vendere, ma se dovessi venderlo preferirei farlo ad un napoletano e non un americano. Ognuno di noi sa bene con chi rapportarsi in casa propria. Se un napoletano avesse voglia di sostituirmi tra 2, 3 o 5 anni bene. Ho lavorato per 22 anni per un popolo meraviglioso”.
Pochi giorni fa, al Coni, De Laurentiis aveva detto che avrebbe venduto il Napoli solo davanti a un’offerta all’altezza dei suoi sforzi di 25 anni. E nel nostro podcast Antifútbol avevamo spiegato perché il Napoli Basket e il calcio non si possono paragonare.