Conte non può essere la risposta ai tanti mali della Juventus, Tuttosport frena sul ritorno di Antonio
Il direttore Vaciago: "Cambiare allenatore significherebbe ripetere per la quinta volta in pochi anni lo stesso errore. La Juve non ha un campione e ha cambiato tre dirigenze in quattro anni".

Mg Verona 28/02/2026 - campionato di calcio serie A / Hellas Verona-Napoli / foto Matteo Gribaudi/Image Sport nella foto: Antonio Conte
Tuttosport col direttore Giacomo vaccaio scrive un editoriale in cui frena sul ritorno di Antonio Conte dalla Juventus. Vaciago argomenta. Scrive che sarebbe la risposta semplice a un problema complesso stratificato. Sono anni che non si fa pulizia nella Juve e Conte non ha la bacchetta magica. Bisogna prima mettere ordine, fare pulizia e poi affrontare il discorso dell’allenatore.
Scrive Vaciago:
“Cacciare Spalletti e prendere Conte è la mossa che molti considerano la cura di ogni male della Juventus. Può essere. Tuttavia, lasciatemi dire che è la classica risposta semplice a un problema complesso, brutta abitudine di un Paese che ormai va avanti a slogan semplicistici. E la Juve, in questo difficile passaggio storico, è un problema complesso, perché è un insieme di questioni che si intrecciano ai vari livelli del club”.

La Juventus non ha acquistato un solo campione
Tuttosport ricorda il degrado (termine utilizzato dal quotidiano) della rosa bianconera.
“Nelle ultime quattro campagne acquisti non è stato mai, dicasi m-a-i, ingaggiato un solo vero campione in qualsiasi ruolo. Oggi la rosa della Juve è costosa, ma non efficiente”.
La società.
“Si sono succedute tre dirigenze in quattro anni: Scanavino-Giuntoli, Comolli-Modesto e Carnevali-Massara. Tolta l’ultima, che è al governo da appena tre mesi, le due precedenti hanno via via smontato la macchina organizzativa di Agnelli, riducendo ai margini o mandando via figure, a volte invisibili ai tifosi, ma fondamentali al funzionamento della Juventus dei nove scudetti consecutivi”.

La comunicazione, ossia non c’è nessuno in cui i tifosi si riconoscono.
“La Juventus degli ultimi anni ha avuto un problema di rapporto con il suo popolo che ha faticato a trovare una figura di riferimento in campo, in panchina e in società. Un volto che potesse funzionare da garanzia e le cui parole potessero indicare una direzione per tutti, tifosi compresi. Non è un caso se sale la nostalgia di un Conte o il sogno di vedere Del Piero alla presidenza. Il tifoso juventino non riesce a riconoscersi in qualcuno e questo non aiuta nei momenti difficili. Potrebbe esserlo Chiellini, che però ha scelto una strada diversa, nell’ambito politico-istituzionale e non vuole fare invasioni di campo nell’area sportiva”.
Conte significherebbe ripetere per la quinta volta lo stesso errore
Infine l’allenatore
“È indubbio che qualche responsabilità della crisi attuale ce l’abbia anche l’allenatore. E che Spalletti abbia commesso degli errori se la Juve si è così repentinamente involuta. Tanti sistemi di gioco cambiati e qualche equivoco nella gestioni degli attaccanti, per esempio. E se non sarà in grado di ottenere dei risultati nelle prossime settimane, sarà sicuramente a rischio, come pretendono le feroci leggi del calcio. Ma pensare che cambiare allenatore sia la soluzione di tutti i mali della Juve, significa ripetere per la quinta volta in pochi anni lo stesso errore”.