L’arbitro con l’acqua alle caviglie lancia il pallone per vedere se rimbalza. Deriso sui social – VIDEO
Il club ha pubblicato il filmato con una domanda ironica: "Arbitro, allora si gioca o no?". Ma la prova del rimbalzo è giusta e serve a mettere nero su bianco il rinvio.

Un campo allagato a Ibiza, un arbitro con l’acqua che gli arriva sopra le caviglie e un pallone che, lanciato a terra, non rimbalza: galleggia, e se ne va via trascinato dalla corrente. È il video che da domenica gira su tutti i social. Lo ha pubblicato la Peña Deportiva, squadra della Segunda Federación, la quarta serie spagnola, sul suo profilo X, con un commento ironico: “Arbitro, allora si gioca o no?”.
La partita era Peña Deportiva-Ucam Murcia, in programma domenica alle 11.30 al campo municipale di Santa Eulària. Non è mai cominciata. Sull’isola si è abbattuta la dana “Adam”, la tempesta che ha portato pioggia continua e allerta arancione. Lo racconta il quotidiano delle Baleari Última Hora: l’arbitro, José Manuel López Rodríguez, è entrato in campo, ha verificato di persona le condizioni del terreno e ha disposto il rinvio. La partita si recupera lunedì alle 16, sullo stesso campo.
Árbitro, ¿entonces se juega o no? https://t.co/zzt3TJlCXv
— SCR Peña Deportiva (@Penyadeportiva) October 18, 2026
Il campo allagato e la prova del rimbalzo
Sui social l’arbitro è stato preso in giro: serviva davvero la prova del pallone per capire che lì non si poteva giocare? In realtà ha fatto quello che doveva. Il regolamento dà all’arbitro piena autorità di sospendere o rinviare una partita per le condizioni del campo, e non prevede un test obbligatorio. Ma la prova del rimbalzo è la pratica che si insegna agli arbitri: se c’è acqua stagnante e il pallone non rimbalza né rotola, il campo è impraticabile. Farla anche quando la risposta è evidente serve a documentare la decisione e a mettere l’arbitro al riparo da qualsiasi contestazione sul rinvio.
Del resto, quando si parla di maltempo e calcio, gli arbitri finiscono sempre sotto accusa: se si gioca, perché si è giocato; se non si gioca, perché si è rinviato. È successo anche al Mondiale per club negli Stati Uniti, dove il protocollo per i temporali fermava le partite per ore. E chi ha buona memoria ricorda il pantano di Genova del 2018, dove il Napoli vinse sotto il diluvio.
Le dane, in Spagna, non sono una cosa da ridere. Due anni fa quella di Valencia ha fatto più di duecento morti, e anche il mondo del calcio l’aveva raccontata: “Come un horror, la gente intrappolata. Sembrava una guerra”. Stavolta, per fortuna, è rimasto solo un video virale e un pallone che galleggia.