Prepariamoci, Allegri non ha mai goduto di buona stampa. Oggi il non fallo di De Bruyne, domani sarà altro

Paga l'opposizione concettuale al calcio degli scienziati. Si parla di un fallo che non esiste. Il tacco di Vergara passa inosservato (ma quello di Pio Esposito invece...). E a fine partita è tornata la leggerezza

Prepariamoci, Allegri non ha mai goduto di buona stampa. Oggi il non fallo di De Bruyne, domani sarà altro

Kevin De Bruyne of Napoli and coach Massimiliano Allegri during a training session on Day of the preseason camp of SSC Napoli at stadio Patini in Castel di Sangro, Italy, on August 7, 2025. (Photo by Ciro De Luca/NurPhoto) (Photo by Ciro De Luca / NurPhoto / NurPhoto via AFP)

Polemiche strumentali

Neanche 90 minuti e il Napoli si ritrova al centro del solito vortice di polemiche frutto più che di episodi reali del fatto stesso di essere il Napoli e di essere la squadra di Napoli e dei napoletani. De Bruyne vince un contrasto in area di rigore che in Premier League – ma anche negli altri principali campionati europei – non ci avrebbero nemmeno fatto caso (vedi articolo dell’Equipe), fa gol e nulla, non va bene. Scandalo: “Cose mai viste nel calcio” tuona l’allenatore del Genoa Daniele De Rossi (sì, avete letto bene, proprio quel De Rossi che fino a qualche giorno fa auspicava il ritorno del “gioco maschio”). E insieme a lui un coro di opinionisti ed ex arbitri che non vedevano l’ora di mettere in dubbio una vittoria netta, meritata, del Napoli. E di Max Allegri.

E già, perché, prepariamoci, quest’anno gli attacchi saranno doppi. Contro il Napoli di De Laurentiis che vince nonostante non faccia parte dell’élite degli strisciati (e della banda Marotta) e contro un allenatore che – al contrario di Antonio Conte – non ha mai goduto di buona stampa; vuoi per la schiettezza della sua livornesità, vuoi perché – al contrario delle teorie di tanti scienziati del pallone a buon mercato – continua a dire (e a dimostrare) che il calcio è una cosa semplice: una difesa attenta, un attaccante sveglio, piedi buoni, cervello e tanta pazienza. È la metafora della vita: va avanti chi riesce ad adattarsi alle situazioni, affrontandole con slancio creativo. Come può piacere questa filosofia a un circo attratto dal pretismo di Chivu, dalle supercazzole di Spalletti o dal giovanilismo rampante di Fabregas? E allora non contano le mosse vincenti di Max, il tacco di Vergara (però quello di Pio Esposito sì), un secondo gol (già, c’è stato anche il secondo gol) arrivato con tre passaggi in velocità.

Napoli Vergara

A fine gara con Allegri è tornata la leggerezza

Ma ce ne faremo una ragione: questo è solo l’inizio di una stagione che sarà lunga e piena di insidie, soprattutto extra campo. Per questo bisogna stare attenti a non cadere in tranelli comunicativi che portano dritto dritto al tafazzismo. Una cosa comunque è certa: se l’episodio di De Bruyne fosse capitato in un Inter-Lecce o in un Monza-Juventus sarebbe già stato archiviato con una pacca sulle spalle di Orsato. Con il Napoli no, c’è chi addirittura getta ombre sulla designazione di Di Bello. Ma mi faccia il piacere, esclamerebbe Totò.

Ultima considerazione: una tifosissima azzurra con cui condivido la passione per il Napoli (e tante altre cose) ieri sera, ascoltando le parole di Allegri in tv, mi ha fatto notare che aveva la netta sensazione di essere uscita da una relazione tossica: “Con Conte era tutto così pesante, così criptico, così impegnativo; con lui invece sembra tutto più leggero”. Chissà se saranno d’accordo anche i calciatori del Napoli…