Pagelle: Olivera risorge a Pasqua, Alisson cambia il match

Dieci a Conte: c’è già da rimpiangerlo, se dovesse cedere alla tentazione di rifondare la nazionale distrutta dalle asinerie della disastrosa ditta di Gravina & Gattuso.

Pagelle

As Napoli 06/04/2026 - campionato di calcio serie A / Napoli-Milan / foto Antonello Sammarco/Image Sport nella foto: Kevin de Bruyne-Luka Modric

Le pagelle di Napoli-Milan 1-0, a cura di Fabrizio d’Esposito.

MILINKOVIC-SAVIC. La Pasquetta di Zio Vanja si concentra pericolosamente al minuto tredici (ahi, ahi). La conquista dall’aere è questione serba e il portierone azzurro va a farfalle su una punizione milanista: per fortuna la cabeza del connazionale Pavlovic non ha la traiettoria giusta e il pallone rotola sul fondo. Il resto è velleitarismo rossonero – 6

JUAN JESUS. La difesa dei mancini, un must della fantasia del potere contiano principiato dall’emergenza, è una difesa tosta e rende onore al perfetto equilibrio tattico di questa partita (andatevi a rileggere Brera) tra i due migliori allenatori del campionato, e migliori di gran lunga. A Giovannino Gesù tocca sovente l’inquieto Nkunku e se la cava più che bene. Semmai tartaglia un po’ troppo quando si tratta di avviare l’azione – 6

BEUKEMA dall’84’. Senza voto

BUONGIORNO. Decisamente il più efficace dei tre difensori. Nonostante un cartellino giallo che Doveri gli alza in faccia molto presto, quando il Corazziere Sabaudo stronca una favolosa sequenza di dribbling dell’eterno Modric – 6,5

OLIVERA. Mati l’Uruguagio risorge a Pasqua – e non poteva essere altrimenti – e oltre a difendere (magistrale un intervento al 26’) è l’azzurro che ispira due delle azioni più incisive del Napule. Al 36’ catapulta Giovane verso la porta diabolica, fermato ahinoi da un magnifico Pavlovic, oggi come oggi il centrale migliore del campionato. Indi, nel finale inventato dallo stratega in panca, raccoglie un invito di Santos Subito e mette in mezzo la palla dell’uno a zero – 7

GUTIERREZ. Michelino l’Ispanico corre meglio in largo che in lungo. Conte lo manovra come un compasso per disegnare cerchi azzurri nella terra di mezzo e trovare poi lo sbocco giusto. Quando invece va dritto per dritto lì a destra il giovane Gutierrez predilige la prudenza all’offesa – 6

LOBOTKA. Il Caro Lobo e Zambo spingono il centro rossonero a impantanarsi. Un altro pilastro del perfetto equilibrio tattico di cui sopra – 6,5

ANGUISSA. Oltre a quanto detto alla voce Lobo, Zambo duella e sovente vince con Rabiot, l’anima dell’allegrismo rossonero. Questo ovviamente limita la sua vocazione all’offesa, ma in una partita del genere contava soprattutto contenere, in attesa dell’attimo giusto e fatale – 6,5

SPINAZZOLA. Fino all’avvento di Santos Subito, Zio Spina è l’azzurro migliore lungo l’asse sinistra-centro. Al punto che al 22’ crea la prima, grande occasione del Napule – 7

POLITANO dal 74’. Un gol che declina la bellezza con un altissimo grado di difficoltà. Esterno sinistro di controbalzo piazzato sul lato che Maignan copriva meglio – 7

DE BRUYNE. King Kevin e McDomini sono i due azzurri deputati a rompere l’equilibrio contian-allegriano, alle spalle di Giovane e davanti a Lobo e Zambo. La svolta però non arriva da loro, anche se King Kevin quando coccola la pelota sale un pianeta riservato a pochi. Come si fa a lasciarlo in panca? – 6

ELMAS dall’84’. Ammuina teutonico-borbonica, ché oltre a gestire e perdere tempo c’era da mostrare cazzimma e muscoli ai rossoneri – 6

McTOMINAY. Il primo tempo non è granché, ma nella ripresa Scott il Rosso si veste da hombre vertical e il Napule ritrova la via del centro – 6

GIOVANE. Idem come McTominay. Titolare per l’emergenza hojlundiana, Giovane deve adattarsi spalle alle porte ma un attaccante brasileiro è geneticamente predisposto per avere la porta come orizzonte. Non a caso, nel secondo tempo si gira e al 50’ spara una maligna cagliosa che Maignan riesce a deviare – 6

ALISSON SANTOS. L’uomo della svolta, che fa saltare l’equilibrio tattico e fa transitare la partita dalla perfezione dello zero a zero alla vittoria di misura, o di corto muso – 7

CONTE. C’è già da rimpiangerlo, se dovesse cedere alla tentazione di rifondare la nazionale distrutta dalle asinerie della disastrosa ditta di Gravina & Gattuso. Quello che ha fatto sinora è decisamente superiore all’impresa del Quarto: alla dodicesima di ritorno, gli azzurri dell’emergenza continua tra infortuni e acquisti sbagliati hanno gli stessi punti, 65, della passata stagione. Fin qui, un capolavoro che dimostra il valore stratosferico di questo allenatore che si chiama Antonio Conte. C’è solo da applaudire a scena aperta. E a culo tutto il resto, cioè il giochismo degli apprendisti stregoni del calcio moderno – 10

ARBITRO DOVERI. Bravo – 7

Fabrizio d'Esposito. Cofondatore del Napolista. E' un giornalista del Fatto Quotidiano. Originario di Piano di Sorrento, vive a Roma.

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