Gattuso verso la beatificazione, per la Gazzetta “gli hanno chiesto di sacrificarsi e fare da traghettatore”

Non si è ancora dimesso, e ovviamente "non è una questione economica. Per restare servirebbe uno con un enorme spirito di sacrificio e un forte attaccamento fino alla fine"

Gattuso

Italy's headcoach Gennaro Gattuso greets supporters after winning the play-off FIFA World Cup 2026 European qualification semi-final football match between Italy and North Ireland at the Gewiss stadium in Bergamo, on March 26, 2026. Alberto PIZZOLI / AFP

C’è una delicatezza nel trattare il momento di Gattuso, dopo la disfatta dell’Italia, che ha pochi precedenti nella storia della comunque ossequiosa stampa italiana. Il ct dell’Italia fuori dal Mondiale (che per mantra condiviso “non ha colpe”, ma la sua lettura della partita con la Bosnia meriterebbe invece una bella revisione) non s’è ancora dimesso. Nonostante lo abbiano fatto Gravina e Buffon. E’ a Marbella a smaltire, con la famiglia. Ma la Gazzetta dello Sport scrive che in verità gli hanno chiesto di restare, di fare da traghettatore per un paio di amichevoli in attesa di chi verrà.

“Ha sempre un contratto fino a giugno e la Federcalcio gli ha chiesto di restare come traghettatore delle due amichevoli, il ruolo ricoperto da Gigi Di Biagio nel marzo 2018 prima dell’arrivo di Mancini. Il ct non ha ancora risposto, rimandando la decisione a dopo Pasqua. Non sarà facile”.

Ed ecco la grammatica del “sacrificio”, anche il resoconto della Gazzetta ne è intinto. “Il ct è uno di principio: già in passato, nel Milan, ha rinunciato a 11 milioni pur di far avere lo stipendio al suo staff. In Nazionale guadagna 800mila euro, lasciando ne perderebbe 120/150. È chiarissimo che la questione è tutto tranne che economica. In pratica, Gattuso dovrebbe lavorare da ct come se niente fosse, organizzare le due amichevoli, convocare soltanto giovani (scontato che non ci saranno Tonali, Barella e gli altri big) e poi lasciare al successore. In teoria — molto in teoria — Gattuso potrebbe giocarsi anche le ultimissime carte di una riconferma. Naturalmente lo sa anche lui che è una missione quasi impossibile e che il nuovo presidente, chiunque sia, si presenterà con un nome nuovo. Un folle direbbe di sì. Oppure uno con un enorme spirito di sacrificio e un forte attaccamento all’Italia fino alla fine. Uno come Gattuso. Nello scambio di messaggi con Roma, il ct ha rimandato il tutto a dopo Pasqua. Deciderà molto presto”.

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