Atalanta-Napoli 2-1, pagelle – Un voto solo, a Chiffi: zero. Il punto è il peso politico e mediatico del Napoli

Per il resto, per quel che vale è Gutierrez il migliore del Napoli. Bene il trio d'attacco dei ventenni. Juan Jesus continua a collezionare ammonizioni inutili

Pagelle Chiffi

Db Bergamo 22/02/2026 - campionato di calcio serie A / Atalanta-Napoli / foto Daniele Buffa/Image Sport nella foto: Daniele Chiffi

Le pagelle di Atalanta-Napoli 2-1, a cura di Fabrizio d’Esposito.

MILINKOVIC-SAVIC. In una partita finita a schifìo a causa di Chiffi può essere esercizio vano mettersi a dare i voti agli azzurri, ma il Napule di Bergamo merita decisamente delle valutazioni. Per quanto riguarda Zio Vanja, i due gol di testa subiti sanciscono una colpa morale collettiva: nella passata stagione era un evento impossibile. In ogni caso il portierone serbo fa due respinte decisive, una su Sulemana, l’altra su Scamacca – 6

BEUKEMA. La colpa morale collettiva sui due gol vale un voto in meno per tutta la difesa, anche per Sam il bistrattato che stavolta addirittura segna, con la cabeza, il gol dell’illusione indi stroncata dal biondo arbitro – 5,5

BUONGIORNO. Fa a mazzate con il predetto Sulemana e poi con Scamacca. E questo è un buon segno per tornare a essere il roccioso Corazziere Sabaudo. Anche se stavolta offende di meno visto che la pelota rotola perlopiù nel rombo formato dal Caro Lobo, dal Bell’Antonio, da Santos Subito e dal principe danese. Ovviamente va conteggiata la colpa morale collettiva sui due gol – 5,5

JUAN JESUS. Nonostante la sua esperienza, Giovannino Gesù continua a collezionare cartellini gialli inutili che poi cominciano a sentirsi quando compare il centravanti lungagnone degli autoctoni – 5,5

OLIVERA dal 69’. Far segnare un gol di testa a quel sopravvalutato di Samardzic (che non l’aveva mai fatto così, per sua stessa ammissione) è un oltraggio al pudore calcistico nonché un’onta pesante. Senza dimenticare che la sua lentezza, fa sembrare l’uruguagio un ex giocatore – 4

MAZZOCCHI. I suoi tentati dialoghi con il Macedone del Nord non sono proprio euclidei. Comincia male, sbagliando subito un passaggio, e finisce peggio, laddove l’angolo che propizia il pareggio indigeno principia da una sua somma cappellata – 4,5

POLITANO dal 62’. Nella malaciorta di questa stagione non vanno conteggiati solo gli infortunati e gli acquisti sbagliati ma anche gli scomparsi come Na-Politano – 5

LOBOTKA. Dica ventitré. Il Caro Lobo pensa a foraggiare pazientemente il tridente dei giovani virgulti là davanti – 6,5

ELMAS. Volenteroso ma spaesato ovunque si trovasse – 5

GUTIERREZ. Un assist vincente per la cabeza dell’olandese e un gol valido poi sciaguratamente annullato. Michelino l’Ispanico è il migliore degli azzurri – 7

SPINAZZOLA dal 62’. Entra e offende come sa fare – 6

ALISSON SANTOS. I suoi scatti che bruciano gli avversari evocano l’indimenticato Pocho. Epperò un paio di volte pecca come solista testardo: un vizio che in qualche occasione mostrano anche gli altri due ventitreenni offensivi – 6,5

LUKAKU dall’85’. Senza voto

VERGARA. Il Bell’Antonio è un mago nei primi tre tocchi poi sovente gli capita di perdersi sul più bello, un po’ come il sesso senza orgasmo. Quanto all’egoismo di cui prima, al 51’ tenta un tiro anziché servire Alisson oppure Hojlund – 6,5

GIOVANE dal 69’. Quando si scuoterà l’altro brasileiro di gennaio? – 5

HOJLUND. A inizio ripresa riscuote finalmente il premio per i suoi corpo a corpo con Hien e fa l’assist dello zero a due, con tutto quello che viene dopo ahinoi – 6,5

CONTE. La formazione iniziale sorprende poi però il Napule va in vantaggio e raddoppia pure. Come criticarlo? – 7

ARBITRO CHIFFI. La Penna, una settimana fa, ha chiuso il campionato. Oggi, invece, Chiffi riapre al massimo la lotta Champions vedendo un fallo invisibile di Hojlund su Hien. Più tardi, a Milano, il parmense Troilo segnerà di testa appoggiandosi con entrambe le mani sulle spalle di un rossonero. La società azzurra protesta a caldo con Manna, ma il suo peso politico non è quello dei bianconeri Chiellini e Comolli. Questione anche di mainstream mediatico. In ogni caso l’errore di Chiffi è gravissimo e Gianni Cicero, che è anche un autorevole giurista, mi invita a non dargli più di zero. Eseguo – 0

Fabrizio d'Esposito. Cofondatore del Napolista. E' un giornalista del Fatto Quotidiano. Ritiene che il giochismo sia la malattia infantile del calcio e detesta la neo-lingua mediatica infarcita di braccetti, preventive, catene e seconde palle. Maradona è stato la sua linea d'ombra e suo figlio si chiama Diego Maria. Originario di Piano di Sorrento, vive a Roma.

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