Un anno di Spalletti alla Juventus. Sotto la propaganda, niente

C'era entusiasmo per il suo arrivo. Poi, però, si è progressivamente perso per strada. Fino al crash della mancata qualificazione Champions. E da lì non si è più ripreso ed è sempre più nervoso

Un anno di Spalletti alla Juventus. Sotto la propaganda, niente

Db Torino 17/08/2026 - amichevole / Juventus-Juventus Next Gen / foto Daniele Buffa/Image Sport nella foto: Luciano Spalletti

È trascorso quasi un anno da quando Luciano Spalletti ha varcato l’ingresso della Continassa (il 30 ottobre 2025). Un anno in cui di fatto non è successo nulla per i colori bianconeri. Per utilizzare un’espressione cara a José Mourinho la bacheca è rimasta immutata: zero tituli. Si dirà che la stessa storia si ripete ormai da un lustro. L’ultimo ad alzare lo scudetto è stato Maurizio Sarri, il ritorno di Max Allegri non è stato dello stesso tenore del primo ciclo, seppur con una vittoria non banale della Coppa Italia contro l’Atalanta di padre Gasperini. Da queste parti si preferisce poi non ricordare Thiago Motta che è stato un grande abbaglio, come del resto lo è stato il governo di Igor Tudor. Dopo questa vacatio è stato il turno di Spalletti da Certaldo che è arrivato dal fallimento in nazionale ma portando in dote il successo del Napoli di Kvara e Osimhen.

Spalletti è entrato in modalità “adesso vi spiego io come funziona”

Ecco Spalletti è parso all’inizio presentarsi in punta di piedi. Rispettoso della storia della Juventus, della lussuosità del centro sportivo e di una squadra che a suo avviso “è composta da giocatori di prima fascia”. Nelle prime settimane scocca l’amore tra il tecnico e la tifoseria. Spalletti risale la china in campionato e in champions League – la vittoria a Bodo è forse il punto più alto della storia recente – poi si ritorna in modalità decrescita felice visto che larga parte della tifoseria e della stampa sportiva sostiene Spalletti e chiede tempo per il tecnico bianconero. Il finale di stagione è drammatico: Juve fuori dalla Champions e zero tituli.

Carnevali e Massara

Da quel momento qualcosa si rompe. Spalletti entra in modalità, adesso vi spiego io come funziona – ha dalla sua l’alibi di aver richiesto a gennaio una punta e di aver incassato solo Boga. L’allenatore bianconero interviene, discute con Comolli, infine accoglie con freddezza il duo Massara-Carnevali. La stima c’è ma la diffidenza è reciproca. Spalletti reclama un grande mercato, Carnevali e Massara fanno quello che possono in un contesto non facile, visto che Madama deve smaltire vecchi contratti e una serie di uscite. Ma è la comunicazione di Spalletti che appare inadeguata, irrispettosa nei confronti di due professionisti come Massara e Carnevali – che chiama “i direttori” – e poco da Juventus per alcune uscite composte, fra cui quella su Kolo Muani. Infine, l’episodio di ieri con l’allenatore del Cagliari, Pisacane. Più che evitabile, verrebbe da dire. Non da Juventus. O almeno distante anni luce dalla postura della Juventus vincente.