Pagelle – L’avvento allegriano l’allenatore che recupera talenti perduti: da Rafa Marin a Badiashile, da Lang a Giovane
PAGELLE - Max è diverso dal thatcheriano Conte. De Bruyne verticalizza, corre più di tutti (11 chilometri) e segna. Hojlund non si illumina di Danimarca. Badiashile ha piedi gentili. Lucca divorato dalla tensione

Napoli's Italian coach Massimiliano Allegri reacts during the Italian Serie A football match between Napoli and Frosinone Calcio at the Diego Armando Maradona Stadium in Naples, on October 10, 2026. (Photo by CARLO HERMANN / AFP)
Le pagelle di Napoli-Frosinone 3-0, a cura di Fabrizio d’Esposito.
MERET. Il gufismo amico paventava un sabato di canarini assassini modello Alfred Hitchcock (il tremendo “Gli uccelli”), al culmine della settimana dell’orgoglio ciociaro dopo il “Meloni ciociara” a mo’ di insulto di un dem toscano. Invece. Invece la porta azzurra resta vergine e gli unici sussulti l’ex giovane Meret li provoca quando due o tre volte manca la pelota su traversoni vari dei canarini addobbati di nero – 6
RAFA MARIN. La lunga sosta per le Nazionali, venti giorni esatti come un ritiro estivo, ha consentito all’odiato e bistrattato Max Allegri di prendersi finalmente il Napule. A partire dalla difesa, colpevole di flosce omissioni e distrazioni nelle prime cinque giornate. E così l’ispanico Rafa, che male comunque non aveva fatto, va a destra anziché a sinistra e conferma la sua affidabilità, di testa e di piede. Non è poco – 6,5
RRAHMANI. Il comandante Amir si ambienta subito nella difesa a tre, in mezzo all’inedita coppia formata dall’ispanico e dal franco Benedetto, al suo vero esordio dopo la nefasta improvvisata meneghina – 6,5
De Bruyne corre anche undici chilometri
BADIASHILE. Ha piedi gentili e non rozzi e oltre a difendere bene sa anche avanzare e portare palla. Del resto, la sua maledizione sono stati gli infortuni, non altro – 7

DI LORENZO. Il Capitano dei due scudetti ha un avvio folgorante. Al 3’ offende e serve una pelota alla bionda boa danese che poi prende il palo. Indi difende e compie un anticipo salvifico sulla versione ciociara del Che Kvara. Il secondo gol azzurro propizia infine da una sua testarda incursione nell’area del Frosinone, terminata con un tiro ribattuto dal pipelet Palmisani. La rifondazione allegriana ha fatto cambiare l’aria per tutti, lui compreso, mandando via l’odore di chiuso passatista. Diciamo che la pensione è ancora lontana – 7
LOBOTKA. I moduli cambiano ma il Napule gira sempre attorno a lui. Con un’ulteriore evoluzione: il Caro Lobo è regista e mediano e difensore. Una metamorfosi ovunquista – 7
GILMOUR dal 71’. Billy the Kid è vocato al nuovo assetto verticale ma nel finale fa una cazzata, quando perde una palla che poteva fare un po’ di danni – 5,5
DE BRUYNE. Quelli che De Bruyne era un ex giocatore. King Kevin non solo segna una doppietta, andando pure a calciare un rigore che a quel punto pesava varie tonnellate di pensieri tesi e brutti, ma vede e realizza allo stesso tempo corridoi di ogni forma e direzione in cui infila perfette palle verticali. Il sabato del primo avvento allegriano coincide con la sua grandissima partita, laddove è anche l’azzurro che corre di più (quasi undici chilometri). Viva il re – 8
SPINAZZOLA. Uno Zio Spina meno passivo e titubante, ma senza eccellere – 6
POLITANO dall’80’. Pochi minuti per lo stakanovista Na-Politano. E la sensazione che il tre-quattro-tre farà bene anche a lui – 6
La lunga lista dei recuperati alla causa aziendalista
NERES. Finalmente il profeta David è titolare. Da subito folleggia a modo suo e dialoga finanche col suo dirimpettaio, l’ex smarrito Noè. Bravo in difesa al 20’ sul georgiano ciociaro. Al 41’, la fortuna di un rimpallo aiuta la sua sfrontatezza e si presenta al tiro. Non ha ancora il ritmo di una gara intera, ma il primo passo della marcia verso il pieno recupero l’ha fatto e l’ha fatto bene – 6,5
McTOMINAY dal 61’. Scott cuore azzurro is back. Il sabato del Napule è zeppo di belle notizie. Cerca con insistenza il tiro e al 73’ per poco non segna – 6

HOJLUND. I primi minuti promettono faville dopo il palo preso su imbeccata del capitano. Epperò al 22’ King Kevin gli dona una grande pelota nell’area avversaria e lui s’incarta come un Lucca qualunque. Spalle alle porta riesce a trattenere pochissimi palloni. Il rigore, poi. Se lo guadagna e lo tira per gentile concessione del re ma lo sbaglia, facendo incazzare Allegri. Diciamo che la danesità mostrata in Nations League si è vista e non si è vista – 6
LUCCA dal 61’. Recupera vari palloni ma quando è lì davanti la tensione se lo mangia vivo. Infierire su di lui oggi è uno spreco e anche un oltraggio alla misericordia. Però una cosa è vera: il povero Lucca non lo si può aspettare all’infinito – 5,5
LANG. A differenza del thatcheriano Conte, dalla rigida meritocrazia liberale, Max Allegri è un santo laico che dona speranze di un nuovo futuro a piedi perduti per vari motivi. La lista completata oggi è lunga: Rafa Marin, Badiashile, Lang, Giovane (vedi sotto). E il Noè ciarliero e incazzoso oggi parla con il gol del due a zero – 7
GIOVANE DAL 71’. L’assist del tre a zero di King Kevin è suo – 6,5
ALLEGRI. Solo chi non lo conosce si può meravigliare del Napule strepitoso di oggi (senza Anguissa e senza Vergara, per dire), che gioca e attacca e preferisce la pelota lunga al palleggio. La lista dei recuperati alla causa aziendalista, che poi è la causa dei tifosi se Lang segna e Giovane fa segnare, onora la sua carriera di grande allenatore. E il campionato è ancora lungo – 8
ARBITRO FELICIANI. Quattro punti per l’estenuante dibattito che si aprirà sul rigore concesso agli azzurri. 1) E’ la rottura del codice Orsato all’inglese (quello della licenza di picchiare)? 2) Se rispondete sì, allora perché il Var non è intervenuto? 3) E’ un rigore o un rigirino? 4) Il fallo di Rrahmani era da espulsione? In ogni caso a noi non frega nulle delle risposte. Viva Feliciani l’anti-Orsato – 7