Gilbert: “Cahill ha saputo all’ultimo minuto che Sinner non andava a Cincinnati. Spero non ci siano troppi cuochi nella sua cucina”
Al podcast The Big T l'amico del coach australiano evoca anche l'operazione: "Immaginate se a dicembre, quando dovrà intensificare gli allenamenti, il dolore persistesse".

Londra 08/07/2025 - Wimbledon / foto Psnewz/Image Sport nella foto: Jannik Sinner
Il ginocchio di Jannik Sinner non preoccupa solo per i tempi del rientro. Rischia di cambiare anche il suo box. A sollevare il dubbio è Brad Gilbert, ex numero 4 del mondo, storico allenatore di Agassi e Roddick e grande amico di Darren Cahill. Al podcast The Big T, insieme ad Andrea Petkovic, ha raccontato come il coach australiano ha vissuto l’estate di Sinner:
“Ho parlato molto con Darren ultimamente. Mi ha raccontato che tutto è iniziato mentre era in viaggio verso l’aeroporto di Los Angeles per prendere un volo verso Cincinnati, dove avrebbe dovuto incontrarsi con Jannik. All’ultimo minuto però ha ricevuto una telefonata che lo informava della mancata partecipazione di Sinner al torneo. Da quel momento è rimasto in attesa di notizie. È una situazione estremamente frustrante”.
Cahill e il 2027
La frase pesa perché il contratto di Cahill, prolungato di un anno dopo Wimbledon 2025, scade a fine stagione. Sinner ha già chiuso la sua annata dopo l’infortunio al ginocchio destro nella finale di Wimbledon vinta contro Zverev. Non è detto che a gennaio, in Australia, l’australiano sia ancora nel suo box. E un coach che scopre in aeroporto che il suo giocatore non giocherà difficilmente si sente al centro del progetto.
Intanto c’è chi si candida apertamente: Ferrero non sa più come dire che vuole allenare Sinner.
“Tre dottori diversi”
Gilbert ha dubbi anche sulla gestione dell’infortunio. Sinner ha scelto la terapia conservativa e si è affidato a più specialisti, tra cui Herbert Schoenhuber, il medico che rimise in pista Sofia Goggia. Per Gilbert sono troppi:
“Segue i consigli dei medici, si prende qualche giorno di riposo, poi torna e si allena. Qualche giorno sta bene, altri sente questo dolore al ginocchio. Spero che non ci siano troppi cuochi nella cucina di Sinner, ma sta diventando come se avesse tre dottori diversi”.
E poi lo scenario peggiore, quello dell’operazione in artroscopia:
“Riuscite a immaginare cosa succederebbe se arrivassimo a dicembre, quando dovrà intensificare gli allenamenti per prepararsi all’Australian Open, e il dolore persistesse?”.
In quel caso l’intervento diventerebbe un’opzione e i tempi di recupero si allungherebbero ancora. Gilbert però non lo esclude: “Di solito è l’ultima opzione, ma ora non è più come 30 anni fa”.
Gilbert chiude con una riflessione che va oltre Sinner: “Non ricordo un anno in cui i due migliori giocatori abbiano perso così tanto tempo per gli infortuni. Ti fa pensare a quanti Major consecutivi ha giocato Federer, cosa faceva per stare così in salute?”. La risposta, per Sinner, arriverà a dicembre. Con il ginocchio e, forse, con un allenatore in meno.