Gasperini cala le ali: “Non parliamo di scudetto o di traguardi, sennò diventa complicato”
Il tecnico della Roma in conferenza "Cristante speriamo di averlo contro il Napoli. Come Dybala. Contraccolpo psicologico? C'è stato l'altra sera col Real Madrid sul 3-2"

Dc Roma 14/10/2026 - Champions League / Roma-Real Madrid / foto Domenico Cippitelli/Image Sport nella foto: Gian Piero Gasperini
Gian Piero Gasperini, tecnico della Roma, ha parlato in conferenza stampa alla vigilia della sfida contro il Genoa (Roma-Genoa in programma sabato sera alle 20.45).
Sugli infortunati – “Koné ha fatto la risonanza, ha una lesione di primo grado. Non particolarmente significativa ma ci vuole il tempo necessario, speriamo di poterlo recuperare con il Sassuolo prima della sosta. Dybala non ci sono situazioni particolari, è un affaticamento sul gemello del polpaccio, speriamo di recuperarlo la prossima settimana“.
Su Castro e Pellegrini – “Sicuramente, vista l’emergenza, Pellegrini può giocare più indietro. Speriamo di recuperare Cristante per il Napoli o per la partita successiva. Castro è un giocatore di valore, ha già fatto bene nel nostro campionato e domani è una bella opportunità per lui“.
Forza della Roma dopo sconfitta contro il Real Madrid – “Abbiamo capito qual è però senza parlare di scudetto o di traguardi, sennò diventa complicato. Questa squadra ha del valore, lo sta dimostrando da mesi. I risultati fatti non sono casuali. Abbiamo affrontato Inter, Como e Real, abbiamo dimostrato valore in tutte le partite anche contro avversari importanti. Poi si possono creare condizioni o defezioni. Noi usciamo da queste tre partite rafforzati nell’idea che se non succedono cose particolari ce la giochiamo con loro“.
Gasperini analizza la sconfitta con il Real e parla di turn over

Sul rischio contraccolpo psicologico dopo la sconfitta con il Real Madrid – “C’è stato l’altra sera sul 3-2. Bisogna lavorare su questo e rimediare perché questa squadra non deve sentire la pressione di dover vincere Champions, scudetto o chissà cosa. E’ una squadra che si deve esprimere. E non puoi avere un calo morale se prendi gol. A mio parere conta la prestazione, poi sappiamo che si decidono nei minuti finali le partite come abbiamo fatto noi contro Parma ed Atalanta mentre probabilmente le abbiamo subite con l’Inter, con la Juventus o con il Real Madrid. Non è stata una questione di calo fisico ma di forza mentale. Si può rimediare in quei momenti con l’organizzazione, saltata in occasione del 3-2. Domani giochiamo per fortuna anche se con diverse defezioni. Affrontiamo una squadra (il Genoa di De Rossi) che magari non ha i campioni che abbiamo incontrato l’altra sera, ma che sicuramente ha un’organizzazione superiore e una capacità superiore di chiudere, coprire e occupare gli spazi. Quindi sarà un altro tipo di difficoltà. Domani, indipendentemente da chi gioca, da chi non gioca e dalle assenze, abbiamo bisogno di una rosa forte.
Le sostituzioni sono necessarie, perché abbiamo giocato domenica a Como in dieci. Ci sta che qualcuno possa accusare la stanchezza. Noi anche dobbiamo allargare necessariamente la rosa, quindi qualcuno che giocherà domani come Castro, come Mora, che giocheranno sicuramente, hanno bisogno di acquisire fiducia. La squadra, nel nostro caso, deve essere composta da almeno venti giocatori. Sempre di più, purtroppo o per fortuna non lo so, quando giochi questo tipo di competizioni e partecipi alla Champions, come si vede anche per le altre squadre, devi avere un numero allargato di giocatori. Per noi domani è la terza partita in sette giorni e martedì sarà la quarta in dieci giorni. Il calcio è cambiato, o ci adeguiamo o subiamo. Alziamo il livello di tutti, anche di questi giovani che domani dovranno portarci alla vittoria con il Genoa, ma non sarà una partita facile. La cosa che mi preoccupa è che abbiamo davvero pochi cambi, in qualche reparto potrebbe esordire qualche Primavera“.
Problema nei big match – “Non sono blackout, c’è anche un avversario che ha dei giocatori in grado di entrare in campo. L’altra sera la svolta l’ha data Endrick. Con un paio di spunti e due colpi di testa. Poi ognuno la interpreta come vuole. Ci ha messo in difficoltà Gatti centravanti, che è entrato e ha fatto gol in mischia. Quando si arriva nei finali, molte di queste squadre risolvono le gare in questo modo. E’ una realtà di fatto. Noi riusciamo a farlo contro certe squadre e abbiamo subito contro altre, prendiamo atto e cercheremo in futuro di porre correttivi“.
Sul lavoro per colmare il gap – “Dobbiamo farlo. Tre gol su calcio d’angolo in fila così… avevo già visto tre rigori sbagliati di fila l’anno scorso e pensavo fosse già un bel record. L’altra sera ci siamo superati“.
Allargare la rosa e intensità nei 90′
Allargare ed allungare la rosa – “Oggi non possiamo fare niente. Quando lo dico ad agosto, corro il rischio che qualcuno dice che mi lamento. Oggi per chi fa le coppe la rosa non può essere più di qualche anno fa, numericamente. Non giocheremo mai in 10, andiamo a prenderli dal settore giovanile. Chi fa le coppe, per il calendario che c’è, deve giocare una quantità di partite tale che è necessario“.
La difesa a uomo – “A uomo a tutto campo è un’etichetta che ormai… ma difendono nella propria zona, Molina non va da Wesley e viceversa. E’ una difesa che è sempre stata efficace, non è mai successo quello che è accaduto l’altra sera. Abbiamo vinto anche delle partite l’anno scorso. Sul gol del 3-2 è una mancanza di organizzazione, sugli altri due gol è calata l’attenzione“.
L’intensità per tutta la gara – “Per me è un ‘falso problema’, soprattutto con i 5 cambi. Oggi il calcio è questo. Devi giocare 90 minuti. Ci sono state delle partite che abbiamo ribaltato, altre in cui siamo stati ribaltati. Nell’ultimo quarto d’ora, quando c’è equilibrio, pesano molto i cambi e alcune situazioni. Però non c’è un problema, se non il fatto che magari giochiamo tante partite e può succedere che qualcuno abbiamo un po’ di calo. Che le partite debbano durare 90′ è innegabile, quella con il Real è un’anomalia. Tre gol da palla inattiva, poi ognuno è libero di pensarla come vuole“.
Soulé, Mora ed il recupero di Cristante

Soulé e Mora – “Sono due ragazzi giovanissimi, in crescita. Stanno giocando sempre di più. Soulé ha 23 anni, non è un giocatore definito. Però è un giocatore di valore, non c’è un problema su questi ragazzi“.
Pellegrini, De Roon e Cristante – “De Roon nonostante non sia più giovanissimo è un atleta sano e non ha mai avuto questo tipo di difficoltà. Questa nuova esperienza lo motiva fortemente, il gol dell’altra sera è anche un premio a questa scelta che ha fatto che non è stata facilissima. Calciatore di assoluta affidabilità. Pellegrini è diverso perché ha avuto un intervento chirurgico ed è stato fuori mesi, ha bisogno di giocare per recuperare forza, condizione. Però è sulla strada giusta. Cristante speriamo di averlo contro il Napoli, non sarà facile ma la speranza è quella. Ce lo auguriamo, non vogliamo mettere a repentaglio la guarigione che sta andando bene“.
L’attacco più stretto per aiutare Castro – “Bisogna valutare tutte le cose. A meno che non ricorriamo a ragazzi della Primavera, e lo farò, abbiamo fuori Malen, Koné, Dybala e Cristante. E poi abbiamo numeri in difesa e sugli esterni, a centrocampo e in attacco siamo risicati. Ma per giocare ci siamo, nessun problema. Domani abbiamo bisogno di forza, convinzione, energia. Torniamo in campionato dove siamo protagonisti. Avremo lo spirito, la mentalità e l’energia per cercare di vincere perché se vinci dai valore ai giocatori“.