Fabregas: “Giocare ogni tre giorni è un piacere, ti dà la possibilità di riscattarti dopo poco quando non vinci”

In conferenza: "Vincere in Italia è difficile. Oggi si parla tanto degli allenatori, ma i grandi protagonisti sono i calciatori". E scherza: "Domani parcheggiamo il pullman".

Fabregas: “Giocare ogni tre giorni è un piacere, ti dà la possibilità di riscattarti dopo poco quando non vinci”

Db Verona 10/05/2026 - campionato di calcio serie A / Hellas Verona-Como / foto Daniele Buffa/Image Sport nella foto: Cesc Fabregas

Il Como affronterà il Manchester United in Champions League domani alle 18:45 in casa. Il tecnico Cesc Fabregas ha svolto la conferenza stampa di presentazione al match.

Fabregas: “Bisogna restare umili, con lo United proveremo a vincere”

Sulla gara di domani: “Una giornata storica, ancora una volta. E’ un momento speciale quello che stiamo vivendo in questi mesi, staff e giocatori dobbiamo adattarci bene essendo consapevoli dell’importanza. Lo United è una grandissima squadra, ha grandissimi giocatori, con una storia pazzesca. Proveremo a vincere come sempre“.

La crisi dei Red Devils: “Le crisi nel calcio non esistono, ogni 3 giorni c’è una partita e non c’è tempo per pensare se c’è o no una crisi. Undici contro undici, si prova a vincere. La crisi la inventate voi, noi non la sentiamo perché siamo professionisti che vogliamo competere. Non credo a queste cose, sono il Manchester United e hanno grandissimi calciatori. Proveremo a vincere“.

Sulle tante partite in calendario: “Si deve gestire in maniera naturale. Dobbiamo essere tranquilli, l’importante è che la squadra giochi con ambizione e con la volontà di migliorare. Sicuramente tra cinque anni saremo meglio, perché è l’inizio di un nuovo percorso. Giocare ogni tre giorni ti dà la possibilità di riscattarti dopo poco quando non vinci, questo è un piacere“.

Fabregas pagelle, como

Il Como affronterà un club storico: “Affrontare lo United è come quando giochiamo con Inter, Milan, Juve. Parlo ai giocatori di quello che fa l’altra squadra e di come possiamo fargli male. Se dico ogni volta di stare attento al Manchester, i giocatori entrano in campo con paura. L’allenatore deve sempre dare fiducia alla sua squadra, io mi sento forte con i miei giocatori. Possiamo vincere se facciamo le cose come vanno fatte, se pensiamo che gli avversari sono superiori sarà più difficile“.

Sugli indisponibili: “Ci sarà un lungo stop per Jesus Rodriguez, oggi ha fatto un tiro in porta a fine allenamento e si è fatto male. Non sembra un infortunio lieve, ma un po’ più grave. Chalobah starà fuori due settimane, quindi perderà quattro partite. Kean vediamo se ce la fa per sabato, Diao torna dopo la sosta“.

Cosa rappresenta per Fabregas questa partita: “Tanto, soprattutto per noi come società. Sono arrivato qui quattro anni fa, se vediamo cos’eravamo quando sono arrivato e cosa siamo adesso, è completamente diverso. Ogni tanto bisogna restare con i piedi per terra perché c’è tanto da fare e imparare. Domani ci saranno due squadre in campo che cercheranno di avere la meglio, abbiamo tanto rispetto per loro perché hanno dei giocatori fantastici, un ottimo staff, un ottimo allenatore che ha riportato la squadra in Champions. Per me è un grande onore poterli ospitare qui“.

Come potrebbe giocare il Como: “Ci sono diversi modi di attaccare, gestiamo bene le dinamiche della partita. Proviamo a studiare le debolezze degli avversari, offensivamente abbiamo fatto un passo avanti quest’anno. Oggi si parla tanto degli allenatori, ma i grandi protagonisti sono i calciatori. Il calcio è dei giocatori, a volte pensiamo che è dei direttori, degli allenatori, invece no“.

La crescita del club lariano: “Non so quale sia la chiave. Mi sono ritirato, ho allenato la Primavera del Como, un giorno mi sono seduto con il presidente, mi ha chiesto quale fosse il mio programma e la mia visione della società. Gli ho presentato un programma su quello che avremmo potuto fare, lo abbiamo messo in pratica cercando di fare del nostro meglio. Abbiamo cercato di portare del talento in squadra, giovani calciatori che magari il grande pubblico non conosceva. Il presidente mi ha dato la sua fiducia, mi ha consegnato le chiavi della parte calcistica, c’è una comunicazione molto importante tra di noi. E’ diventato un amico, quasi un parente. Quando si lavora così si ha la sensazione che tutto diventi sempre più importante. Siamo una famiglia e anche quando perdiamo vedo che i tifosi ci ‘abbracciano’, questo è speciale e bisogna continuare così restando umili“.

Il tecnico del Como: “Vincere in Italia è molto difficile”

Fabregas como champions

La preparazione per le partite europee: “Quando analizzi squadre di Champions, normalmente stai analizzando le migliori squadre di ogni campionato. Sono sempre dominanti, vogliono la palla, ti vengono a pressare. Si vedono perfettamente le idee di quella squadra, magari sono partite più difficili da affrontare ma non da analizzare. Vincere in Italia è molto molto difficile, diventa più difficile analizzare le squadre rispetto a quelle europee“.

Su Nico Paz: “Ha un potenziale enorme, quello che mi piace di più di lui sono ambizione e mentalità. Ci sono giocatori con grandissimo talento che non esprimono il loro potenziale per mentalità e voglia di migliorare, Nico è diverso per questo. Sa cosa penso su cosa può migliorare, ci sta lavorando, ci sta provando, ha solo 22 anni“.

Sulla sconfitta col Feyenoord 3-2 della settimana scorsa: “Abbiamo fatto tante cose buone con la palla, senza palla loro hanno avuto 4/5 occasioni per fare gol. Penso che sarebbe stata una gara da pareggio. La sensazione che c’è in campo alcune volte cambia. Siamo molto all’inizio del percorso, la cosa importante è portare sempre qualcosa a casa per imparare“.

Il dualismo portieri di Sanchez e Butez: “Vuoi sapere se gioca Douvikas? Sì gioca, te ne dico uno. Però il portiere non te lo dico. Butez è importantissimo e continuerà a giocare tanto. Ora c’è una competizione con Sanchez che fa alzare il livello a tutti. Alcune volte si vedrà un portiere e magari poi se ne vedrà un altro“.

Sul club che lotta per obiettivi importanti, Fabregas ha dichiarato: “E’ una sensazione fantastica, ma lo era anche alzare i trofei e vincere i titoli. Quando si cresce, non dallo zero ma da meno dieci, è un qualcosa che non dimenticherò mai. Dico sempre a Mirwan Suwarso che voglio restare a lungo qui perché dò tanta importanza a quello che facciamo. Non abbiamo dei campioni, lo stiamo facendo con dei ragazzi che vogliono diventare dei campioni. Il giorno in cui abbiamo centrato la promozione, quando siamo arrivati decimi, quando ci siamo qualificati in Champions. Sono grandi sensazioni. Ma non ci sono solo io, ho parlato a lungo di chi c’è dietro a questo progetto. L’unica cosa è che non bisogna parlare troppo di quanto accaduto in passato, l’importante è il presente e il futuro. L’anno scorso fa parte del passato“.

Ancora, sullo United: “Domani ci metteremo tutti al limite dell’area di rigore, parcheggiamo il pullman. A parte gli scherzi, cercheremo di giocare il nostro calcio. Ci chiediamo sempre ‘Come vuoi perdere?’. Giocando il nostro calcio, rispettando l’avversario“.

Sui principi di gioco: “Abbiamo i principi, poi ci sono le caratteristiche dei giocatori. Magari si fanno cose diverse, si cambia il piano gara, però l’idea è sempre quella. L’adattamento di questa squadra negli ultimi tre anni, è sempre stato quello di superare ogni avversità. Si trovano le soluzioni, non dobbiamo avere paura di queste cose. Ogni ostacolo è un’opportunità per un altro, il calcio è così“.

Il paragone con Wenger: “Di Wenger ce n’è e ce ne sarà solo uno. Sento la responsabilità con giocatori molto giovani, la famiglia mette il loro figlio nelle tue mani. Però poi loro sono molto bravi a seguire il piano della loro carriera. Io qui non voglio portare calciatori tanto per portarli, ma voglio calciatori che vogliono diventare campioni. Questa è la differenza. Poi a me piace conoscere le famiglie dei calciatori, perché ti fanno capire che ragazzo hai davanti, come lo hanno educato“.