De Bruyne, più mugugni e incomprensioni che traino da leader
Il Corriere della Sera: "Allegri si sarebbe aspettato di più dal punto di vista della leadership. I suoi atteggiamenti non aiutano. Si è unito alla depressione del Napoli"

Mg Genova 22/08/2026 - campionato di calcio serie A / Genoa-Napoli / foto Matteo Gribaudi/Image Sport nella foto: Kevin De Bruyne
Nel bene o nel male, si parla sempre di Kevin De Bruyne. Del 35enne fuoriclasse belga che è arrivato a Napoli e non riesce a lasciare tracce visibili di sé e del suo glorioso passato. Ogni tanto si accende ma ogni tanto si spegne anche. Come a Venezia dove ha sbagliato il rigore del possibile 1-1 e che avrebbe riaperto la partita con metà secondo tempo ancora da giocare. Behrami a Dazn ha detto che ha scelto la strada della lamentosità. Di Canio a Sky che lui si sente più grande del Napoli. Insomma è ingestibile. Repubblica ha scritto che Conte lo aveva bocciato mentre il Napoli e Allegri hanno voluto concedergli una seconda possibilità (che al momento sta andando male).

Fatto sta che domani sera a Napoli c’è il Bodo Glimt e la partita sa di ultima spiaggia Champions. Allegri si aggrappa di nuovo a Kdb, non sappiamo con quante speranze.
Scrive il Corriere della Sera con Monica Scozzafava:
“C’è poi il tema leadership, anche lì Allegri si sarebbe aspettato di più. Un giocatore di forza e di impatto come De Bruyne, dal passato così glorioso, si è unito alla depressione di gruppo. Più mugugni e incomprensioni che sollecitazioni a fare di più e meglio: atteggiamenti che non aiutano.
Le responsabilità di un mercato non fatto in estate — nonostante le richieste di Gabriel Jesus (è andato al Barcellona) e Gila (il Milan è stato concreto e veloce a prenderlo) — vanno suddivise: il club ha deciso, l’allenatore ha accettato. Adesso rinforzare l’organico è diventato un obbligo e gennaio è abbastanza vicino per provare ad aggiustare il tiro”.