Che sta succedendo nel cerchio magico di Sinner? Cahill non sapeva nulla del ginocchio, Vagnozzi non parla più

Il Giornale: la gestione dell'infiammazione al ginocchio non è stata all'altezza. Gilbert: "cosa succede se a dicembre il ginocchio persiste? Si opera?"

Che sta succedendo nel cerchio magico di Sinner? Cahill non sapeva nulla del ginocchio, Vagnozzi non parla più

Italy's Jannik Sinner tries to cool down during a break of play in his men's singles match against Argentina's Juan Manuel Cerundolo on day 5 of the French Open tennis tournament on Court Philippe-Chatrier at the Roland-Garros Complex in Paris on May 28, 2026. (Photo by ALAIN JOCARD / AFP)

L’allarme lo ha lanciato Brad Gilbert, ex tennis e storico coach di Agassi (e non solo). Ha detto che Cahill non sapeva nulla del ritiro di Jannik a Cincinnati, è stato informato solo all’ultimo momento. Ci sono segreti anche nel presunto cerchio magico del numero uno al mondo (ancora per poco). Sinner è alle prese con un problema al ginocchio che non lo abbandona più. Si è fermato fino alla fine dell’anno. Tutto è misterioso.

Aggiunge Il Giornale con Marco Lombardo che anche i componenti del cerchio magico sembrano non sapere granché.

Sinner e il silenzio di Vagnozzi con molti amici vicini a lui

Scrive che alla vicenda Cahill, informato all’ultimo momento del ritiro a Cincinnati,

“si aggiunge il silenzio di Simone Vagnozzi, non con i media (sia mai) ma con molti amici a lui vicini con i quali ha staccato la comunicazione. Riassumendo: in questo periodo sfortunato si è sentito un po’ di tutto. Ovvero: la gestione dell’infiammazione al ginocchio non è stata all’altezza; i timori del giocatore; gli obblighi di contratti con i tornei che Alex Vittur, il suo manager, ha cercato disperatamente di far rispettare. Col risultato che Sinner tornerà (forse) a gennaio, e magari con un nuovo team. Supposizioni? Dice Gilbert: Riuscite a immaginare cosa succederebbe se a dicembre il dolore persistesse? L’intervento chirurgico diventerebbe un’opzione». Possiamo dirlo: a questo punto siamo preoccupati (e già da un po’)”.