La Turchia ha investito 10 miliardi per gli stadi di Euro 2032, sono nettamente più avanti dell’Italia
La Turchia avrebbe potuto ospitare gli Europei anche da sola. Stadi, l'Italia potrebbe presentare le sorprese Roma (con Pietralata) e Bari. Entro giovedì la Uefa vuole gli impianti.

Turkey's players (L) and Bulgaria's players (R) pose before the FIFA World Cup 2026 European qualification football match between Turkey and Bulgaria at the Timsah Arena stadium, in Bursa, on November 15, 2025. (Photo by Ozan KOSE / AFP)
La Turchia di Erdogan sognava di ospitare in solitaria gli Europei del 2032, e rispetto all’Italia sono più avanti: come riportato dal Corriere della Sera, presenteranno i 5 stadi titolari giovedì prossimo. Ora però l’Italia potrebbe avere 12 o 13 stadi da proporre, con progetto e finanziamento approvato.
L’investimento degli italiani è di quasi 6 miliardi, di cui 4,5 da privati, mentre la Turchia ha investito sui 10 miliardi.
Gli stadi per Euro 2032 in Italia e Turchia

Il quotidiano scrive nell’edizione odierna:
Bisogna iniziare a correre, sapendo che gli impianti dovranno essere pronti nell’autunno del 2031. I timori di non farcela per i ritardi delle infrastrutture sono alle spalle. Entro giovedì la Uefa aspetta le rose degli stadi candidati, dalle quali usciranno i dieci che ospiteranno il torneo: cinque italiani e cinque turchi. E potrebbero arrivare ancora un paio di sorprese in extremis: Roma con Pietralata e, attenzione, anche Bari.
La Turchia, che voleva correre da sola, ha accettato la co-organizzazione dopo un paio di candidature andate male, rifarà l’ataturk di Istanbul, nome forte per la finalissima. Il più bello è quello di Ankara, si chiama “19 Maggio” e ha la forma di un pallone. La Turchia si trova con il problema inverso dell’Italia: negli ultimi dieci anni sono stati costruiti 29 impianti. La spinta del presidente Erdogan è stata decisiva, il progetto è politico e parte da lontano: portare la Super Lig fra i primi 4 campionati in Europa, attraverso la costruzione degli attratti da una tassazione agevolata, un sistema fiscale che aiuta i club applicando una ritenuta del 20%. Ma il salto di qualità passa soprattutto da Euro 2032.