Tresoldi: “Faccio gol stupidi e brutti”. Ora se lo contendono Germania, Italia e… Argentina

Dopo la tripletta all'Inter tutti lo vogliono. Tresoldi è un apolide, e non ha ancora sciolto le riserve sulla Nazionale

Tresoldi: “Faccio gol stupidi e brutti”. Ora se lo contendono Germania, Italia e… Argentina

Ec Milano 13/10/2026 - Champions League / Inter-Brugge / foto Emanuele Comincini/Image Sport nella foto: esultanza gol Nicolo' Tresoldi

Tresoldi non è più Emanuele Tresoldi. Il Nazionale Under 21 che vinse il Campionato Europeo nel 1994 insieme a Fabio Cannavaro e Pippo Inzaghi. Il Tresoldi attuale, che sta sulle prime pagine di tutti i giornali, è Nicolò, il figlio. Che gioca nell’under 21 tedesca, fa l’attaccante e fa un sacco di gol. L’estate del 2025 si è trasferito dalla seconda divisione tedesca alla massima serie belga, al Club Brugge, con il quale gioca in Champions League da veterano consumato. Ha fatto una tripletta all’Inter ed eccoci qua: tutti lo vogliono, ma soprattutto nessuno sa cosa vuole lui: la nazionale italiana? Quella tedesca? E se invece ci arrivasse prima l’Argentina? Nagelsmann e Gattuso non lo convocarono quando avrebbero potuto, Mancini e Klopp non ancora.

Tresoldi l’apolide

Nicolò Tresoldi è italiano per paternità, ma la madre è argentina, ed ha la cittadinanza tedesca perché i suoi lo hanno fatto crescere ad Hannover. Raccontava qualche tempo fa la Süddeutsche Zeitung: “La famiglia si è trasferita ad Hannover nel 2018, dopo che il padre di Nicolo, Emanuele Tresoldi, ha concluso la sua carriera da calciatore professionista. Questo anche perché la madre di Nicolo, originaria dell’Argentina, aveva accettato un lavoro come assistente di volo in Germania presso una compagnia aerea lituana dal nome azzeccato di “Small Planet”. All’epoca, i Tresoldi avevano preso in considerazione anche l’idea di trasferirsi in Spagna o in Portogallo”.

tresoldi

Peraltro lui voleva fare il tennista. E questa è un’altra storia-tormentone che ora tutti raccontano. Una volta arrivato nella capitale della Bassa Sassonia dovette scegliere: diventare un tennista professionista o un calciatore professionista? Dovette rinunciare a uno dei suoi sport preferiti. “Il mio sogno più grande era diventare il numero uno al mondo nel tennis”. A Gubbio, si era fatto strada fino alla nazionale italiana Under 12 di tennis. Dice che il suo talento nel tennis era probabilmente persino maggiore di quello nel calcio.

Voleva essere Sinner

Questo sogno andrebbe estrapolato come risposta a tutta la retorica dei poveri bambini senza gioie del calcio, che in verità ora magari sognano di diventare più Sinner che Retegui.

Lui, in ogni caso, si racconta così: “I miei punti di forza principali risiedono nell’area di rigore; ho un buon fiuto per gli spazi. Non sono uno di quei giocatori che dribblano tre avversari. O che segnano un gol miracoloso da 25 metri. Non è da me. Sono uno a cui piace correre verso il primo palo, pronto a raccogliere i rimbalzi. Segno gol stupidi da due o tre metri, gol che non entreranno nella top ten dei gol più belli della stagione. Ma sono solo gol. Semplici gol”.

E infatti il suo idolo è Pippo Inzaghi: “Le sue corse sono affascinanti. E il fatto che segnasse i suoi gol, non importa come”.