Napoli capolista quasi senza panchinari, ma per sostenere la fine della stagione servono innesti (CorSport)

Il tecnico Conte ha dimostrato di saper vincere adattandosi, ma dovrà far fronte alle rose profonde di Inter e Atalanta. Mancano 7 giorni alla fine del mercato.

Napoli capolista quasi senza panchinari, ma per sostenere la fine della stagione servono innesti (CorSport)

Db Genova 21/12/2024 - campionato di calcio serie A / Genoa-Napoli / foto Daniele Buffa/Image Sport nella foto: esultanza gol Andre’ Zambo Anguissa

Antonio Conte ha saputo far rinascere una squadra dopo una stagione post-scudetto disastrosa. Ma il Napoli dovrà necessariamente agire sul mercato per colmare il gap con le altre pretendenti al titolo.

Il Napoli è capolista con una panchina poco profonda, ma durerà?

Scrive Fabio Mandarini sul Corriere dello Sport:

Conte e i suoi uomini, finora, hanno dipinto un capolavoro sospeso tra l’impressionismo e il barocco: risultati grandiosi, colori forti e vividi e il contrasto luci e ombre. Fatto sta che il tecnico ha ricordato a tutti quelli che probabilmente l’avevano dimenticato quanto incredibile sia la sua capacità di incidere, di rilanciare e migliorare i giocatori, di entrare nell’anima delle sue squadre fino a registrare scene come quelle di Simeone e Politano contro la Juve. Il tutto, con una panchina sempre meno profonda: ed è questo il dato strabiliante degli ultimi 42 giorni di vittorie. Fino a poco tempo fa ruotava Neres con Kvara per cambiare le partite. E a Bergamo, contro l’Atalanta, ha modificato il primo tridente con quello di chiusura formato da Mazzocchi-Simeone-Spinazzola. Due terzini e un centravanti, l’arte di saper vincere adattandosi.

Se Gasp alterna Lookman e De Ketelaere, Retegui e Zaniolo, Simone Inzaghi con l’Inter può addirittura pescare da un pozzo profondissimo. La Dea e i campioni d’Italia (a -7 e -3 con una partita in meno) sono il frutto di un progetto pluriennale, di investimenti studiati nel corso del tempo, mentre il Napoli è ripartito da zero in estate. Ma ora, alle porte della giornata numero 23, lo scudetto è davvero alla portata: è un obiettivo, un capolavoro, dicevamo. Che però porta anche al bivio dei sette giorni di mercato: sono arrivati Scuffet, Billing e il tenero Hasa per Caprile, Folorunsho e Zerbin, ma per sostenere la cavalcata urgono un paio di innesti almeno. Uno per colmare o attenuare la voragine di Kvara, va da sé; un altro in difesa stando alle operazioni di mercato già abbozzate.